FASANO – Ancora una volta la Tradeco protagonista in negativo a Fasano. La società che si occupa a Fasano del servizio di igiene urbana ha disatteso gli accordi siglati il 14 luglio scorso con i sindacati. Infatti entro il 31 luglio l'azienda doveva versare ai dipendenti la quattordicesima cosa che non è avvenuta, o meglio è avvenuta in parte. Una cinquantina di lavoratori, infatti, ad oggi, non l'ha ancora ricevuta ed ecco che proprio stamane gli stessi lavoratori, supportati dai sindacati, hanno voluto protestare pacificamente sotto Palazzo di Città per far emergere questa situazione.
I dipendenti, accompagnati dal segretario provinciale Fp Cgil Vincenzo Cavallo e dal responsabile Cgil di Fasano Donato Acquaviva, hanno anche incontrato il sindaco Lello Di Bari nell'androne di Palazzo di Città. Il primo cittadino si è detto solidale con i lavoratori avendo l'ente comunale versato la quota mensile spettante alla Tradeco anche in anticipo proprio perché si pagassero gli emolumenti dovuti. La delegazione di dipendenti incontrerà nelle prossime ore nuovamente Di Bari per un'azione comune nei confronti della Tradeco.
"La Tradeco è diventata di fatto un'azienda inaffidabile – ha dichiarato Cavallo -. Ha disatteso gli accordi sottoscritti il 14 luglio. Entro il 31 luglio doveva versare la quattordicesima a tutti i dipendenti ma lo ha fatto parzialmente. La cosa che ci preoccupa è che il Comune di Fasano ha già erogato all'azienda i soldi. Allora ci chiediamo: che fine hanno fatto questi soldi? Li hanno ricevuti in anticipo solo a patto che venissero dirottati ai lavoratori e questo non è accaduto. Non è possibile che 65 lavoratori debbano penare per ricevere quanto loro spetta di diritto. Devono portare il pane a casa e lavorano indefessi dalle prime ore del mattino per tenere pulita la città. Loro fanno il loro dovere ma è tempo che lo faccia anche l'azienda. Qualcuno, per la rabbia e la disperazione, ha detto che questa assemblea, se oggi non arriveranno i soldi, diventerà permanente. Vogliamo capire. E' arrivato il momento di fare chiarezza. Se entro settembre tutti questi lati oscuri non saranno chiariti adotteremo tutte le misre necessarie per tutelare i lavoratori. Anche usando metodi forti come lo sciopero. Ci dispiace se questo comporterà disservizi per la città ma ci stanno portando a fare questo".


