FASANO – Bocciata in primo grado, bocciata in appello. Non otterrà alcun risarcimento l'esercente fasanese che si era rivolta al Tribunale di Brindisi ritenendo di essere stata danneggiata da alcuni lavori stradali prospicienti il suo esercizio commerciale alla Selva di Fasano. E' quanto hanno appunto decretato i giudici d'appello dopo che anche in questa direzione si erano orientati quelli di primo grado. La storia è cominciata dieci anni fa. Il Comune di Fasano aveva risistemato piazza Aquilino Giannaccari e i lavori impedivano l'ingresso nell'attività artigianale di una fasanese. Quest'ultima si era rivolta al tribunale chiedendo 50 mila euro di risarcimento in quanto sosteneva "Che l'impossibilità di accesso della clientela all'esercizio commerciale le aveva procurato un danno economico patrimoniale per impossibilità di svolgere il proprio lavoro".
L'ente comunale, che aveva invece affidato la difesa al capo dell'avvocatura Ottavio Carparelli, sosteneva, invece, "che durante l'esecuzione dei lavori era stato comunque consentito l'accesso all'esercizio attraverso un passaggio pedonale appositamente realizzato". Tesi accolta dai giudici di primo e secondo grado che hanno così respinto la richiesta condannando l'esercente a rifondere al Comune di Fasano anche le spese sostenute per difendersi.


