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    Attualità

    L’ex consigliere comunale Tonio Zizzi scrive alla Regione: ‘I cacciatori pugliesi pretendono chiarezza’

    L'avvocato di Pezze di Greco ha chiesto chiarimenti circa le mosse che l'ente regionale intende adottare dopo una delibera del Consiglio dei Ministri
    RedazioneDa RedazioneGennaio 20, 20165 minuti di lettura
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    L'ex consigliere comunale Tonio Zizzi scrive alla Regione: 'I cacciatori pugliesi pretendono chiarezza' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – La decisione presa il 15 gennaio dal Consiglio dei Ministri di disporre la chiusura anticipata di due specie cacciabili non è andata giù ai tanti appassionati di caccia fasanesi tanto che molti si sono rivolti all'avvocato ed ex consigliere comunale Tonio Zizzi, anch'esso appassionato di questo sport, il quale ha preso carta e penna e ha scritto alla Regione Puglia (nelle persone del presidente Michele Emiliano e dell'assessore al ramo Leonardo Di Gioia per chiedere delucidazioni in merito.

     

    "Lo scrivente Avv. Tonio Zizzi – si legge nella nota – in qualità di consigliere comunale uscente del Comune di Fasano, sollecitato da numerosi amici e colleghi cacciatori, Vi interroga circa i provvedimenti intrapresi entro la data odierna, nonché su quanto intendiate fare in virtù della delibera del Consiglio dei Ministri del 15 gennaio 2016 in cui, esercitando il potere sostitutivo nei confronti delle regioni Toscana, Calabria, Liguria, Marche, Puglia, Lombardia e Umbria, lo stesso Consiglio dei Ministri ha disposto la modifica anche del nostro calendario venatorio, con la chiusura della caccia al 20 gennaio 2016 per le specie Tordo bottaccio, Beccaccia e Cesena. Premesso che, con deliberazione della Giunta regionale del 26.05.2015 n.1169 veniva approvato il calendario venatorio 2015/2016 che in ottemperanza alle prescrizione della Direttiva Comunitaria 2009/147/CE che sommariamente dice “gli uccelli selvatici non possono essere cacciati durante la stagione riproduttiva e di dipendenza dei giovani dai genitori e, limitatamente agli uccelli migratori, durante il ritorno ai luoghi di nidificazione (migrazione prenuziale)” nonché sentito il parere dell’Ispra che espressamente dichiarava: “la caccia agli uccelli migratori dovrebbe terminare alla metà della stagione invernale” lasciando un discreto margine di discrezionalità alle Regioni, si stabiliva la chiusura della caccia nel 31 gennaio.2016.

     

    Per quanto concerne le specie migratorie del Tordo bottaccio e della Cesena – continua Zizzi -, la nostra Regione Puglia richiamava il documento “Key concept” per valutare la fine del periodo di riproduzione e dopo aver consultato ed espletato una serie di studi scientifici sulle specie in questione, ha potuto facilmente dimostrare che il Tordo bottaccio cosi come la Cesena e gli atri turdidi cominciano la fase prenuziale a partire dal mese di Febbraio per estendersi fino al mese di Aprile predisponendo, a seguito di tali accertamenti scientifici, la chiusura della caccia a tali specie, con la massima tutela, al 31.01.2016. In data 15 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti di sette regioni tra cui la Puglia per anticipare al 20 gennaio 2016 la chiusura della caccia a tre specie cacciabili ovvero il Tordo bottaccio, la Cesena e la Beccaccia. Ad oggi solo la Regione Puglia è rimasta nel silenzio più assordante in quanto non ho letto ancora nessun comunicato stampa in merito volto a tutelare le decisioni già intraprese e supportate da studi scientifici nel momento dell’approvazione del calendario venatorio.

     

    Ogni anno – va avanti Zizzi – i cacciatori dopo aver preso visione del Calendario Venatorio con tutte le sue regolari prescrizioni decidono se rinnovare i versamenti ed esercitare la caccia. Non è corretto che si modifichino le prescrizioni in corso d’opera e per di più quando non sono giustificate e supportate da dati certi ed inconfutabili. Le specie oggetto di chiusura anticipata nei Paesi limitrofi, facenti parte della Comunità Europea (Francia, Spagna, Grecia etc…), vengono regolarmente cacciati fino al 20 febbraio 2016. Le domande a questo punto sorgono spontanee caro Presidente e caro Assessore regionale: 1) Cosa ha risposto la nostra Regione quando il 23 dicembre 2015 è stata diffidata dallo Stato a provvedere entro 15 giorni, ad adottare i provvedimenti di modifica del calendario venatorio? 2) Per quale motivo non si legge fino ad oggi alcun comunicato stampa dell’assessore competente dott. Di Gioia, volto a chiarire la posizione della nostra Regione in merito alla delibera del Consiglio dei Ministri? 3) Perché non si spiega al mondo venatorio se si ha intenzione di opporsi a tali soprusi sulla scorta delle documentazioni scientifiche prese in considerazione ed usate come supporto alle date di chiusura delle specie selvatiche migratorie in questione durante l’approvazione del calendario venatorio 2015/2016? 4) Perché dobbiamo fare in modo che tanta gente onesta possa cadere bonariamente in errore affrontando procedimenti Penali per colpa della leggerezza e della disinformazione degli Amministratori regionali? 5) Io insieme ai miei colleghi cacciatori pugliesi abbiamo bisogno di chiarezza, abbiamo bisogno di essere tutelati dai soprusi dello Stato centrale e della Comunità Europea che consente di posticipare la chiusura alla stessa specie migratoria con differenza di 20 giorni tra uno Stato e l’altro anche se trattasi di Stati vicinissimi geograficamente.

     

    Tanto premesso – conclude l'ex consigliere comunale – chiedo cortesemente una immediata risposta ai quesiti sottoposti alla Vostra attenzione con l’auspicio che sia esplicitata e chiarita la situazione di assoluta incertezza e precarietà di questa fine stagione venatoria 2015/2016. Mi auguro inoltre che nella prossima stagione venatoria venga definitivamente superato e risolto il gravissimo problema degli storni richiedendo per tempo il parere dell’Ispra e mettendo così fine all’enorme danno economico subito dalla nostra agricoltura. Chiedo inoltre anche a nome di tutti i miei colleghi cacciatori pugliesi che venga superato questo problema relativo al periodo di migrazione prenuziale di alcune specie selvatiche migratorie al fine di poter conoscere definitivamente, in occasione dell’approvazione del prossimo calendario venatorio, date certe ed immodificabili di apertura e chiusura della caccia alle singole specie cacciabili, valide dal primo all’ultimo giorno di esercizio venatorio".

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