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    Attualità

    I pericoli e come rimediare alla Xylella in un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle di Fasano

    Ospiti dei pentastellati fasanesi, nella ex mediateca, l'europarlamentare Rosa D'Amato e il consigliere regionale Cristian Casili
    RedazioneDa RedazioneMarzo 4, 20174 minuti di lettura
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    I pericoli e come rimediare alla Xylella in un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle di Fasano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – "Per combattere la Xylella dobbiamo essere compatti, ammainare le bandiere politiche, pensare quanto sia in pericolo il nostro territorio e attuare le giuste misure per combattere il batterio". Questo uno dei passaggi dell'intervento del consigliere regionale Cristian Casili ospite della conferenza "Xylella: criticità e prospettive per l'economia pugliese" organizzata ieri (venerdì 3 marzo), nell'ex mediateca comunale, dagli attivisti locali del Movimento 5 Stelle. La serata si era aperta con l'introduzione del consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi e con il successivo intervento dell'eurodeputata, sempre del M5S, Rosa D'Amato. "Il problema della Xylella non è più solo una questione italiana – ha spiegato la D'Amato -. Da noi era più evidente e ci sono stati subito controlli, cosa che hanno evitato gli altri Stati membri, Dall'ultima riunione del comitato permanente abbiamo avuto la conferma che c'è Xylella in Spagna, Francia e Grecia e quindi anche loro dovranno adottare quelle misure di contenimento ed eradicazione come le stiamo adottando noi. Anche loro si ribellano all'eradicazione di piante secolari in quanto si rendono conto che non si risolve così il problema. Bisogna attivare una ricerca e aiutare gli agricoltori a tornare sui terreni a fare olivicoltura in modo tale da non alimentare maggiormente queste problematiche come l'essiccamento degli ulivi che ha cause molto più profonde".

     

    Casili, essendo anche un tecnico (è agronomo) non è stato tenero con le misure sinora adotatte dalla politica sulla questione. "Siamo ormai ridotti a territorio di conquista dove lo scopo principale non è contenere una malattia ma sfruttarne la sua azione per attingere a finanziamenti e agevolazioni che serviranno ai soliti noti ha sottolineato. Le associazioni di categoria stiano al loro posto, la linea politica non la dettano loro. L’asse, come previsto, si è già spostato dalla xylella alla coltivazione industriale dell’ olivo superintensivo di fantomatiche varietà resistenti. Giocare così sporco è pericoloso. Il monito più volte lanciato da autorevoli professionalità, tra epidemiologi, agronomi, batteriologi, virologi non è servito a spronare gli organi regionali a cambiare strategia, a far comprendere all’Europa che la linea messa in campo è peggiorativa e porta fuori strada. La diffusione del batterio tra l’altro è attestata ormai in un’area geografica ampia che va al di là dei confini nazionali. Nonostante queste evidenze, la Regione non promuove nessun atto tangibile, preferendo modelli di gestione e controllo della batteriosi privi di ricadute concrete. Un numero cospicuo di olivi presenta fenomeni di disseccamento senza essere interessati dal batterio come emerge dai monitoraggi eseguiti dall’Arif; segno evidente che lo stato fitosanitario dell’olivicoltura è ben più complesso rispetto alla presenza o meno del batterio. I monitoraggi attestano inoltre che più della metà degli olivi in cui è stata rilevata la presenza del batterio non mostrano, ormai da tre anni, alcun sintomo di declino. Per questo occorre uscire dallo stato di quarantena facendo intervenire la Ue sulla posizione del batterio nelle liste Eppo e indirizzarsi a una convivenza intelligente e rispettosa del territorio. Ciò significa promuovere misure, anche economiche, che permettano agli olivicoltori e agli enti coinvolti di intervenire con un ritorno vero alle corrette pratiche agronomiche, diverse da quelle a cui si è fatto ricorso finora. L’olivicoltura pugliese sta già scontando una crisi epocale. Il reddito è crollato e sono poche le aziende e i cittadini in grado di resistere. E’ inaccettabile che le autorità fitosanitarie regionali consiglino potature drastiche e arature profonde fin sotto la chioma soprattutto in piena estate, tanto da provocare l’insorgere di ulteriori fitopatie sulla chioma e il danneggiamento dell’apparato radicale, non ultimo l’uso di pesticidi, causando ulteriore declino dello stato di salute dei suoli, sottoposti da decenni a molteplici forme di inquinamento e dell’olivo, e aggravando così le condizioni agro-ambientali e sanitarie della Puglia. Dobbiamo lottare insieme, senza bandiere politiche, perché il territorio pugliese non è del M5S o di altri partiti. Insieme dobbiamo trovare il modo per fermare tutto questo e rilanciare il settore".

     

    All'incontro ha partecipato come auditore anche l'assessore Gianluca Cisternino che detiene la delega all'agricoltura.

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