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    Attualità

    Marisa Melpignano: ‘Rispettare e apprezzare l’ambiente: questo devono fare gli operatori turistici’

    L'imprenditrice fasanese, dopo la sua ospitata a 'Porta a Porta', parla del caso Briatore ma anche di come incrementare l'offerta
    RedazioneDa RedazioneMaggio 21, 20175 minuti di lettura
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    Marisa Melpignano: 'Rispettare e apprezzare l'ambiente: questo devono fare gli operatori turistici' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – La questione turismo in Puglia è balzata agli onori della cronaca in questi ultimi giorni per via della vicenda lagata al Twiga di Flavio Briatore con l'imprenditore che aveva inizialmente deciso di mollare il Salento per poi tornare sui propri passi a causa deilla burocrazia accusata di ostacolare il suo percorso imprenditoriale. Ma quando si parla di turismo in Puglia non si può non fare cenno alla famiglia Melpignano di Fasano, precorritrice del genere extra-lusso dopo aver puntato molto, anni fa, sulla ristrutturazione di masserie prima e della creazione di un vero e proprio gioiello d’architettonica quale è Borgo Egnazia. Marisa Melpignano, dal salotto di Bruno Vespa dove era seduta proprio al fianco di Flavio Briatore, ha fatto chiaramente intendere come il settore abbia bisogno di imprenditori capaci e temerari per continuare a tenere alta l’affluenza turistica nella nostra Regione. Anche a lei abbiamo chiesto alcuni pareri sull’attuale situazione pugliese.

     

    Sta tenendo banco il Briatore pensiero che dice basta al turismo dei “sacchi a pelo”. Qual è, dal suo punto di vista, il modello turistico ideale?

    «Il modello di turismo ideale a tutti i livelli è quello che rispetta e apprezza l’ambiente e i luoghi e non lo offende e lo sfrutta»

     

    Cosa ne pensa della vicenda Twiga? Potrebbe avere ripercussioni sull'intero comparto turistico regionale?

    «Trent’anni fa in Salento esistevano già due grosse realtà turistiche: Club Méditerranée e Club Valtour che ospitavano migliaia di persone, eppure i clienti di queste strutture non essendo personaggi che facevano tendenza non hanno portato al territorio salentino quell’apporto di sviluppo turistico che avrebbe dato valore aggiunto alle sue bellezze naturali, per cui è diventato un attrattore di orde di giovani in cerca di divertimento a basso prezzo. Questo turismo usa e sfrutta il territorio ma non lo sviluppa economicamente e soprattutto non destagionalizza. Non vedo cosa ci sia di così scandaloso permettere ad imprenditori come Briatore trainanti di un turismo di livello alto che porta sul territorio sana economia e nello stesso tempo lo rispetta e lo rivaluta con la sua presenza. Una serata con fiumi di champagne millesimato perché non può essere conclusa con una colazione a base di pasticciotti? Se per lo stabilimento Twiga è stata concessa una licenza e se i lavori non sono stati aderenti a questa non è mia competenza discuterne. Mi auguro soltanto che non si vadano a cercare cavilli creati ad hoc dovuti ad una malsana invidia sociale».

     

    Quante e quali difficoltà, in fatto di burocrazia e permessi vari, avete trovato sul vostro cammino quando decideste di creare Borgo Egnazia?

    «Come tutte le iniziative che si affacciano sul territorio all’inizio suscitano diffidenza e preoccupazione. Nel caso di Borgo Egnazia questi sentimenti erano veramente gratuiti visto che avevamo ampiamente dimostrato con Masseria San Domenico ed il Golf dopo quanta cura e rispetto le nostre iniziative avevano avuto verso il territorio di origine dove siamo diventati imprenditori per caso solo per amore della nostra terra di origine e non per speculazione imprenditoriale. Infatti mio marito era stato invitato ad investire in nazioni a noi limitrofe. E’ normale che la burocrazia è molto lenta ma l’amministrazione dell’epoca, guidata da Lello Di Bari, fu abbastanza lungimirante»

     

    Proprio Borgo Egnazia è la perfetta sintesi della simbiosi tra struttura turistica e territorio pugliese. Un resort del genere poteva nascere solo incastonato negli ulivi pugliesi mentre la proposta Briatore è adattabile in qualsiasi parte del mondo. E’ d’accordo su questa analisi?

    «Proprio per essere nati nel territorio e impregnati della sua cultura non avremmo potuto costruire Borgo Egnazia diversamente da come è perché il nostro orgoglio era di far conoscere la massima espressione della cultura e della natura della nostra terra. Il brand “Briatore” certo che è adattabile in qualsiasi parte del mondo ma non mi sembra che in Salento lui volesse esportare il modello Dubai».

     

    Spesso gli imprenditori che operano nel settore turismo vengono criticati per le strutture che edificano ma sono anche tra i pochi che riescono ad offrire opportunità di lavoro. Non le sembra un controsenso?

    «Gli imprenditori del settore del turismo che edificano le loro strutture offendendo la natura dei luoghi non saranno mai dei buoni fautori di offerta di lavoro in quanto le loro strutture, non essendo apprezzate dalla clientela, rischierebbero di avere poco successo. Se invece si riuscisse ad inserire una valida offerta turistica in un contesto rispettoso delle tradizioni dei luoghi il risultato sarà tale da creare non solo posti di lavoro ma un valore aggiunto al territorio».

     

    Si parla sempre più di una Puglia come meta ambita a livello nazionale. Ma cosa occorre ancora fare per incrementare ulteriormente le presenze soprattutto sul nostro territorio?

    «Per incrementare le presenze di turismo nel nostro territorio che ha avuto un notevole sviluppo grazie alla lungimiranza e caparbietà di imprenditori privati, è necessario, da parte delle amministrazioni, di fare programmazioni a lungo termine se davvero credono alla vocazione turistica del territorio. Aiutati da una natura di unica bellezza, di una terra di cultura e gastronomia, cosa vogliamo di più? Manca purtroppo la cura del territorio e le infrastrutture che rendono il soggiorno più agevole, sia per i mezzi di trasporto che per i servizi. In più ci vorrebbe una programmazione coordinata di varie iniziative pubbliche che spesso o coincidono o si concentrano in un breve periodo, mentre si potrebbe creare una serie organica di eventi che possano essere interessanti per tutto l’arco dell’anno»

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