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    Attualità

    ‘Giù le mani dai canili’: alla battaglia partecipano anche associazioni di Fasano

    Il Coordinamento provinciale delle Associazioni animaliste chiede che la Regione Puglia non porti avanti la legge che privatizza i canili
    RedazioneDa RedazioneGiugno 15, 20176 minuti di lettura
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    'Giù le mani dai canili': alla battaglia partecipano anche associazioni di Fasano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Prosegue l’operato del Coordinamento Provinciale delle Associazioni Animaliste costituito, ormai, da ben 13 realtà associative del territorio brindisino con prima linea anche le più consolidate realtà animaliste fasanesi: Ugda ( Comitato Ufficio Garante Diritti Animali), Anpana e Quattrozampe nel Cuore. L’obiettivo delle Associazioni che si sono riunite nel coordinamento è in primis quello di contrastare la modifica in atto presso la Giunta Emiliano della Legge Regionale 12/95, “Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. Tale legge, da sempre valutata ottima non solo nel mondo animalista, ma anche dagli esperti in materia di legiferazione, prevede, tra i vari articoli, che ” la gestione dei canili sanitari è affidata ai Comuni” (art.8 comma 3), che ” i rifugi, oltre che dai Comuni in cui ricadono territorialmente, possono essere gestiti da Enti ed Associazioni riconosciute ed iscritte all’Albo regionale delle Associazioni per la protezione degli animali (art. 9 comma 4 ) e che le funzioni di vigilanza sui trattamenti cui sono posti gli animali, la tutela sanitaria degli stessi, il controllo degli allevamenti, dei canili e tutti i luoghi dove sono collocati animali d’affezione possono essere svolte dalle guardie zoofile volontarie (art.15 comma 1).  D’altronde la Legge Regionale nel suo testo originario fa riferimento a quanto stabilito dalla Legge nazionale 281/91 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”, la quale all’articolo 4, comma 1, definisce che “ I Comuni, singoli o associati, e le Comunità montane provvedono a gestire i canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscono la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti”. Una corretta applicazione di queste leggi insieme ad un serrato controllo della loro osservanza da parte degli organi preposti avrebbe permesso di contrastare in maniera efficace nel tempo il problema del randagismo in Puglia.

     

    "Purtroppo però così non è stato  – spiega il pool di associazioni – sia per mancanza dei dovuti controlli sull’attuazione delle norme vigenti sia perché spesso i gestori privati convenzionati non hanno permesso la collaborazione con volontari di associazioni animaliste i quali hanno sempre rappresentato, da un lato degli scomodi testimoni di una mala gestione degli animali e dall’altro, attraverso la promozione delle adozioni, il rischio di una riduzione dei propri guadagni a vantaggio dei contribuenti. Inoltre, in seguito alla sentenza n.285 del 2016 della Corte Costituzionale che ha permesso l’apertura delle gare d’appalto per la gestione dei canili-rifugi anche ad enti privati, la Giunta di Emiliano non si vuole limitare solo ad ”aggiungere” quanto disposto dalla sentenza, ma ha intenzione di apportare delle modifiche sostanziali che sono destinate a stravolgere la legge stessa ed i suoi obbiettivi. In specie, sono state presentate quattro proposte di modifica della legge, due della maggioranza del Pd, una del M5S ed una quarta formulata dallo stesso governo regionale. Quelle maggiormente contrastate dal Coordinamento e dai volontari tutti, sono le due proposte del Pd, le quali prevedono persino la costruzione di canili a gestione esclusivamente privata ed eliminano la funzione di vigilanza demandata non solo alla Asl, ma anche alle Guardie Zoofile Regionali ed alle Associazioni. Con queste premesse viene fortemente alterato il contenuto di una legge che dovrebbe tutelare gli animali del nostro territorio. Di fatto la costruzione e gestione di canili esclusivamente privati trasforma quello che si può definire un servizio sociale in una vera e propria azienda che deve necessariamente produrre profitti. Tali profitti, provenienti dalle casse comunali, sono direttamente proporzionali al numero degli animali ivi “reclusi”. Nelle stesse modifiche non viene più garantita la presenza costante in tali strutture dei volontari (uniche figure che da sempre lavorano per far adottare gli animali sottraendoli al randagismo e ai recinti di un canile) e vengono escluse dalle funzioni di vigilanza e controlli le guardie zoofile, organi preposti alla tutela di animali e ambiente. E’ indubbio infatti che i canili intesi come strutture private diventerebbero fonte di lucro per i gestori che non avrebbero interesse nel far adottare i cani, per la cui detenzione riceverebbero rette mensili dai Comuni e quindi da noi cittadini".

     

    Le Associazioni animaliste ritengono che assolutamente non sia possibile effettuare una seria lotta al randagismo affidando la gestione dei canili ai privati in quanto il fenomeno stesso rappresenterebbe una fonte di lucro. "Le soluzioni sono ben altre – continua la nota diramata dai sodalizi – ma non vengono attuate a discapito delle tasche dei contribuenti e della dignità dei poveri cani. Le modifiche proposte dalla giunta violano pesantemente quanto statuito dalla legge nazionale e regionale, inoltre favorendo palesemente l’ingresso dell’imprenditoria privata in questo ambito si rischia di aumentare considerevolmente la spesa pubblica. La scelta migliore per abbattere i costi del randagismo non è quella di affidare i canili al miglior offerente, bensì lavorare al loro interno con l’intento di svuotarli. Le associazioni di Brindisi, il cui lavoro si sta affiancando a quello di altri coordinamenti regionali, stanno provvedendo a incontrare singolarmente i vari componenti di maggioranza e minoranza dell’attuale consiglio regionale. Le associazioni, dopo aver incontrato nei giorni passati i consiglieri Blasi, Pellegrino, Romano e Vizzino, lunedì 12 giugno hanno interloquito con il consigliere regionale del M5S Gianluca Bozzetti il quale si è mostrato eccezionalmente preparato e disponibile a collaborare con le associazioni animaliste affinchè le modifiche alla legge non siano lesive nei riguardi della tutela dei diritti dei nostri amici animali. Dall’incontro è emerso che la Giunta regionale sta lavorando a velocità sostenuta per l’approvazione delle modifiche alla legge, non prendendo nella dovuta considerazione l’esperienza e le ragioni addotte da tutte le associazioni che a gran voce chiedono di essere ascoltate dal momento che ogni giorno affrontano il fenomeno del randagismo in prima linea, spesso per sopperire alle inadempienze delle istituzioni stesse e non mettendo in primo piano il vero benessere dell’animale, che non è la sua chiusura in un box di un canile, ma bensì’ evitare che ciò accada provvedendo a favorire campagne di sterilizzazione su tutto il territorio regionale".

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