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    Attualità

    Messa in sicurezza della Statale 172: le considerazioni del movimento ‘in Comune’

    In vista del consiglio comunale che approverà il progetto definitivo dell'opera ecco sull'argomento l'intervento dell'ingegner Antonio Cofano
    RedazioneDa RedazioneAgosto 31, 20144 minuti di lettura
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    Messa in sicurezza della Statale 172: le considerazioni del movimento 'in Comune' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Alla vigilia del consiglio comunale dedicato alle problematiche del tratto fasanese della Statale 172, il movimento "in Comune" ha inteso rendere pubblica la propria posizione sull'argomento. “Parlare di sicurezza stradale è così complesso che ogni apparente soluzione nasconde un nuovo problema – dichiara l'ing. Antonio Cofano, coordinatore del movimento civico -. Dopo tanti anni di lavoro nel settore auto si potrebbe dire che è sostanzialmente una contraddizione. I morti per incidente stradale sono purtroppo connessi al traffico veicolare stesso. Rendere più sicuri tre chilometri di Statale 172 risolve solo in parte i problemi, e solo di quei 3 chilometri. E' notizia di ieri di altri quattro ragazzi schiantati sulla Selva di Fasano. Di conseguenza la soluzione è quella di garantire, oltre ai lavori di messa in sicurezza, la riduzione della velocità media del tratto “fasanese” della Ss 172. Lo sanno bene alle Autostrade per l'Italia dove la mortalità è crollata grazie all'introduzione intelligente del Safety Tutor. 136km/h di velocità media consentono brevi picchi locali di accelerazione e velocità puntuali ma in un contesto di traffico dove le velocità medie sono pressochè uniformi e stabili nell'arco delle 24 ore.

     

    Premesso questo – continua Cofano -, di sicuro, la proposta di introduzione delle due rotonde e del cordolo separatore, all'altezza del distributore di carburante all'inizio della salita, è tecnicamente condivisibile perchè si muove nella direzione della riduzione della velocità e dell'impedimento di ogni sorpasso o manovra azzardata. Per il resto, ogni intervento più invasivo, visto il territorio, sarebbe solo uno spreco enorme di denaro pubblico e mesi di lavori in corso che farebbero rimpiangere ai fasanesi la voglia di aver richiesto queste modifiche. A questa considerazione va aggiunta, inevitabilmente, una osservazione relativa allo stato ed alla qualità del manto stradale. Il coefficiente di attrito dell'asfalto è l'elemento fondamentale per garantire l'aderenza dei veicoli e la tenuta di strada. Se in condizioni di strada bagnata una grossa parte la svolge il pneumatico, in condizioni di asciutto è la strada stessa a garantire la dovuta aderenza. Su tutto il tratto Fasano-Laureto e Fasano-Selva non si può non notare lo stato di usura avanzata del manto stradale. Se a tali interventi non accoppiamo una costante manutenzione del manto stradale, (con l'utilizzo in alcuni tratti asfalti ad alta capacità drenante) questo adeguamento sarà solo un bagno di sangue economico e riproporrà il problema entro pochi anni. Al di là dell'incidente eclatante tra Tir e pullman di alcuni anni fa dobbiamo poi considerare che la maggior parte degli incidenti che abbiamo avuto su questa strada sono legati agli attraversamenti a raso ed alla presenza di attività economiche attive a bordo strada. Addirittura il picco di pericolosità, negli ultimi 20 anni, lo si è avuto poche centinaia di metri più a valle, nei pressi dello svincolo per la Zona Industriale Nord.

     

    Visto che anche in tale tratto (che è la continuazione dell'area oggetto dell'intervento Anas) – ribadisce Cofano – è prevista la costruzione di un nuovo impianto di di distribuzione carburanti come vogliamo affrontare il problema? Dobbiamo porci già da ora il problema degli attraversamenti a raso nel tratto di circonvallazione tra il Sacro Cuore e l'innesto alla Statale 379 e chiederci se anche lì non dobbiamo prevedere una modifica della carreggiata simile a quella proposta per il tratto compreso tra il Sacro Cuore e la prima curva Matarano".

     

    Il Movimento In Comune intende però non attendere solo i tempi tecnici di realizzazione dell'opera e punta il dito sulla gestione tecnica degli impianti semaforici fuori paese. In particolare l'impianto in funzione allo svincolo della Vernesina non ha alcuna gestione intelligente delle code di traffico ed entra in crisi regolarmente ad ogni stagione estiva. In particolare, in direzione Locorotondo, le code causate dal semaforo si estendono per quasi un chilometro fino alla curva cosiddetta “della Madonnina”, creando regolarmente le condizioni per l'innesco di tamponamenti. Una soluzione quasi immediata, suggerisce il Movimento, è quella di dotare l'impianto di Vernesina di telecamere digitali ed un software di analisi delle code e delle velocità di passaggio. La gestione dinamica delle code ridurrebbe i tempi di attesa e ridarrebbe fluidità alla circolazione stradale. Infine, analizzando la bozza di progetto attualmente presentata dall'Anas, un ultimo elemento salta subito all'occhio: la seconda rotonda in direzione Locorotondo, prevede una diramazione con una strada che ad oggi finirebbe tra gli ulivi. Quindi apparentemente senza motivo: ma esiste forse qualche progetto economico legato a quella zona e non ancora "svelato" ai fasanesi?

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