FASANO – Anche una ditta privata operante su Fasano sarebbe coinvolta nell’inchiesta che vede 68 indagati, tra i quali medici veterinari e biologi, per una frode da oltre tre milioni di euro scoperta dal Corpo Forestale dello Stato. Le indagini sono state avviate a seguito di emissioni maleodoranti provenineit da uno stabilimento di rifiuti pericolosi di Trani. Gli investigatori pare abbiano scoperto che sottoprodotti e scarti di origine animale che dovevano essere smaltiti come rifiuti in realtà sarebbero finiti nella catena di trasformazione per produrre mangimi per animali e quindi nella catena alimentare.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al compimento di diversi reati quali il traffico illecito di rifiuti, falso ideologico, frode in commercio, truffa aggravata, emissione di fatture a fronte di operazioni inesistenti, sino alla dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Tra gli indagati, accusati anche di aver fatto miscelare gli scarti al fine di produrre materie prime da commercializzare illegalmente, ci sono gli amministratori di quattro società che nel periodo sotto inchiesta hanno gestito gli impianti di transito nonché i gestori dei macelli Comunali di Foggia, Noicattaro (Bari), Conversano (Bari) e , come detto, di un’azienda privata del fasanese.


