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    Lello Di Bari: ‘Mandato a casa da tredici piccoli uomini ma non vado in pensione’

    Il primo cittadino ha tenuto la conferenza stampa di saluto dopo le sue personali dimissioni e quelle di tredici consiglieri comunali
    RedazioneDa RedazioneSettembre 3, 20159 minuti di lettura
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    Lello Di Bari: 'Mandato a casa da tredici piccoli uomini ma non vado in pensione' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Un Lello Di Bari visibilmente commosso ha chiuso la sua avventura di sindaco di Fasano tenendo ieri sera (mercoledì 2 settembre) una conferenza stampa nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano. Le prime lacrime sul volto dell'ex primo cittadino sono comparse quando il gruppo "Giovani per Fasano" gli ha consegnato una maglietta su cui era scritto "Sarai sempre il mio Sindaco". In sala anche diversi fogli con su la scritta "Grazie Sindaco". Al tavolo, insieme a Di Bari, hanno preso posto il neo commissario cittadino di Forza Italia Mauro D'Attis; gli assessori Laura De Mola, Vito Martucci e Giuseppe Angelini; il presidente del consiglio comunale Gianluca Cisternino e i consiglieri comunali Pinuccio Zaccaria, Grazia Neglia, Saverio Clarizio e Bebè Anglani.

     

    "Credevo che la prossima conferenza stampa sarebbe stata quella che avrei voluto convocare intorno alla metà di settembre per presentare alla stampa e quindi alla città il programma e la giunta di fine mandato, quel programma e quella giunta che avrebbero consentito a questa amministrazione di poter portare a termine il proprio mandato e di ripresentarsi al giudizio degli elettori – ha esordito Di Bari -. Ebbene, qualcuno, che impropriamente sedeva nei banchi della maggioranza, ha ritenuto che questo non dovesse essere possibile, visto e considerato che le tanto o la tanto agognata poltrona in seno alla giunta tardava ad arrivare ed ha tramato con l’opposizione (che ha fatto il suo lavoro, per carità) a cui non è sembrato vero poter avere finalmente la possibilità, dopo tanti anni, di poter condizionare questa amministrazione; e questo è avvenuto nel consiglio comunale del 30 luglio, in occasione della mancata approvazione delle tariffe Tari e dell’addizionale IrpefF, quelle tariffe che ineludibilmente dovranno essere adeguate o dal commissario prefettizio o dalla prossima amministrazione con l’approvazione del prossimo bilancio; e non so se la prossima amministrazione sarà ancora in grado, come ha fatto la mia amministrazione, di abolire l’Imu sulla prima casa e di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini per il pagamento della Tasi (e consentitemi una punta d’orgoglio nell’affermare che Fasano è una delle poche città d’Italia in cui questa tassa non grava sui cittadini)".

     

    Ad un certo punto del discorso ecco l'attacco ad Antonio Scianaro. "Ma questo non era ancora sufficiente – ha continuato Di Bari -: quando il predatore annusa l’odore del sangue, si scatena nel tentativo di portare l’affondo mortale e chiede tutto l’aiuto possibile; aiuto che, in questo caso, è venuto da una persona che ho avuto al mio fianco per tredici lunghi anni e per il quale, avendo condiviso con lui i cinque anni dell’amministrazione Ammirabile e ben otto anni delle mie amministrazioni ritenendolo uno dei miei più fidati collaboratori, per il quale, dicevo, avrei messo la mano sul fuoco nonostante le continue messe in guardia che ricevevo a tutti i livelli. Una persona che, fino a due sere fa è stata al mio fianco in quella che, forse con una percezione di quello che bolliva in pentola, definii “l’ultima cena” e chiedendomi chi sarebbe stato l’Iscariota di turno a prendere posto sulla sedia accanto a me, senza minimamente pensare che quella figura l’avrebbe interpretata, a distanza di 24 ore, Antonio Scianaro. Devo dire che oggi, a caldo, sono ancora più determinato nell’affermare che sono soddisfatto di non aver ceduto e richieste di cariche, a ricatti se vogliamo dare il giusto significato alle parole perché sono sempre più convinto che questo avrebbe significato (per l’incompetenza che è propria di chi avrebbe voluto ricoprire quelle cariche), avrebbe significato dicevo, mortificare invece l’operato di chi in giunta faceva il suo dovere con entusiasmo e con competenza e soprattutto guardando all’interesse della Città.

     

    Approfitto per ringraziare il vicesindaco e tutti gli assessori – ha poi proseguito l'ex sindaco fasanese -, indistintamente, che dall’estate del 2012 hanno lavorato con me (tra mille e più difficoltà anche per la situazione gravosa in cui si sono trovati i nostri uffici) per portare avanti il programma di mandato che, sicuramente in prossime occasioni, illustreremo compiutamente per portare a conoscenza della cittadinanza di quello che è stato fatto. Così come ringrazio anche tutti i consiglieri alcuni dei quali vedo qui presenti (alcuni sono assenti perché materialmente fuori Fasano, altri mi verrebbe da dire fuori di testa) che, con la loro fedeltà, hanno permesso il concretizzarsi degli atti amministrativi che sono stati posti in essere. Un ringraziamento doveroso al segretario generale Lino Greco ed a tutti i dirigenti, i funzionari, i vigili urbani ed il personale tutto che in questi otto lunghi anni mi hanno supportato al meglio delle loro possibilità e sopportato anche nei momenti più difficili. Un grossissimo ringraziamento a tutti i concittadini che per ben due volte mi hanno dato fiducia chiedendo che fossi io ad amministrarli, quelli stessi concittadini a cui porgo le mie scuse più sincere nel caso ritengano di non essere stati ripagati, per una qualsiasi ragione, di quella fiducia accordatami. Questi otto anni sono stati anni duri, anni in cui amministrare è stato sempre più difficile per i fatti noti a tutti che non sto qui a ripetere, ma nel complesso anni che mi hanno fatto vivere un’esperienza esaltante, sì perché fare il Sindaco di una Città meravigliosa come Fasano è un’esperienza esaltante. Se questa esperienza che per me è stata estremamente positiva pur come dicevo prima fra tante difficoltà ed in un momento di crisi storica per il nostro paese, se questa mia esperienza sarà stata positiva o negativa per la comunità che ho amministrato, beh, sicuramente non potrò essere io a dirlo così come non potrebbe dirlo ora nessuno dei presenti, ma sicuramente lo dirà il tempo, che rimane sempre un gran galantuomo.

     

    In conclusione di questo sfogo – ha concluso tra le lacrime Di Bari -, posso affermare alla luce degli ultimi accadimenti che ha vinto l’antipolitica che non vuole il rilancio dell’azione amministrativa, non vuole lo stop alle smodate ambizioni personali, non vuole mettere al bando i ricatti per ottenere un assessorato o un favore da basso clientelismo. Ha perso, invece, il tentativo di riqualificare l’azione amministrativa. Per amministrare una Città come la nostra oggi si ha bisogno di una grande serenità composta da lealtà, onestà, rispetto per il prossimo, capacità di anteporre gli interessi del pubblico ai desiderata ed alle ambizioni personali. Esattamente il contrario di quello che stava avvenendo. Mentre io stavo elaborando un programma di rilancio per completare il mandato con il giusto slancio, c’era chi continuava a tramare alle mie spalle. Ed oggi che mi accingo a lasciare fra qualche ora quella che per tredici lunghi anni è stata la mia seconda casa, non perché sia terminato il mandato che mi hanno affidato i miei concittadini, ma solo perché tredici piccoli uomini hanno deciso così, per il futuro voglio rasserenare i golpisti: nessuna pensione, ma solo un momento di riflessione per ricaricare le batterie con entusiasmo e forza di volontà e subito ripartire con un piccolo ma grande cambiamento: questa volta scegliere solo uomini e ragazzi (e li vedo qui presenti) nel cui DNA è presente la voglia di lavorare, la trasparenza, la lealtà e la competenza. Questi sono gli uomini di cui ha bisogno questa città, questi sono gli uomini di cui ha bisogno Lello Di Bari".

     

    Ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa verrà “bloccato” dalla fine anticipata dell’Amministrazione comunale e del prossimo scioglimento del Consiglio comunale, Lello Di Bari ha risposto: «sicuramente la mancata adozione del Piano urbanistico generale sul quale stavamo lavorando in questi giorni con l’assessore Giuseppe Angelini, oltre al progetto di riqualificazione del chiostro dei Minori Osservanti (sul quale avevamo costituito giorni fa un apposito gruppo di lavoro), ed il prossimo bando per l’assegnazione dei lotti cimiteriali, così come la possibilità di salvare i finanziamenti per la scuola “Pascoli” e per il lotto “B” del progetto di rigenerazione urbana di Torre Canne. Anche il discorso sull’Outlet – ha proseguito Di Bari – speriamo non venga frenato dalla Regione Puglia che dovrebbe attivare il cosiddetto Sportello Unico. Vorrei ricordare che l’ingente investimento siamo riusciti a portarlo a Fasano, mentre in un primo momento gli imprenditori proponenti avevano puntato su Monopoli».

     

    L’assessore Laura De Mola, a nome dell’assente vicesindaco Gianleo Moncalvo, ha voluto sottolineare che «l’esperienza col sindaco Di Bari è stata eccezionale e lo ringraziamo per la fiducia che ha voluto accordare a noi giovani assessori, offrendoci la grossa opportunità di amministrare una città come Fasano. la nostra giunta è stata una famiglia – ha proseguito la De Mola – e non è vero, come qualcuno diceva, che non abbiamo avuto margini di manovra, giacché il sindaco è stato un grande maestro per noi ed una sorta di padre di famiglia».

     

    Anche l’assessore Vito Martucci ha voluto ringraziare Lello Di Bari per la «la fiducia accordatami due anni fa e per il gran lavoro svolto, che ha prodotto l’avvio del Consorzio di gestione del Piano sociale di zona che governerà le problematiche sociali dei territori di Fasano, Ostuni e Cisternino. Certo – ha sottolineato Martucci – proprio a seguito delle dimissioni del sindaco che del Consorzio era il presidente, stamane si è bloccata la riunione del consiglio d’amministrazione consortile che avrebbe dovuto procedere alla nomina del direttore generale del nuovo organismo intercomunale e questo – ha aggiunto Martucci – è un ulteriore “blocco” di un attività fondamentale prodotto proprio dal prossimo scioglimento del Consiglio comunale di Fasano».

     

    Pesanti accuse verso Scianaro, invece, nell'intervento di Bebè Anglani che ha definito "vigliacco" l'ex commissario cittadino di Forza Italia. Solidarietà al sindaco è stata espressa anche da Pinuccio Zaccaria, Grazia Neglia e Gianluca Cisternino.

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