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    Scoppia il caso Vinci: ore contate in Giunta per l’assessore ai servizi sociali

    L'amministratore era intenzionato a dimettersi ma ha cambiato idea: ora toccherà al sindaco Di Bari prendere una decisione
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloSettembre 29, 20134 minuti di lettura
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    Scoppia il caso Vinci: ore contate in Giunta per l'assessore ai servizi sociali - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Venti di tempesta soffiano sulla Giunta comunale. Pare ormai che il cammino da assessore per Giuseppe Vinci sia arrivato al capolinea. Ma si prospetta un braccio di ferro tra lo stesso Vinci e il sindaco Lello Di Bari. In questi ultimi giorni, a Palazzo di Città, sono accaduti una serie di eventi che rischiano di condizionare gli equilibri (già scarsi) in seno alla maggioranza. Ma andiamo con ordine. Sono mesi, ormai, che molti esponenti (assessori, consiglieri comunali e segretari politici) della maggioranza hanno chiesto che l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Vinci venisse rimosso dal suo incarico. Il fatto che lo stesso Vinci avesse ormai perso il suo unico consigliere comunale di riferimento Vito Loparco (dichiaratosi fuori da Fli, dove era stato eletto, e conseguentemente appartenente al gruppo “La casa del cittadino”) lo aveva lasciato senza alcuna copertura o difesa politica. Ma Vinci è diventato assessore per un accordo pre-elettorale sottoscritto dall’attuale sindaco Di Bari con l’allora coordinatore provinciale Fli Euprepio Curto. In poche parole i termini dell’accordo erano questi: se la lista di Fli prende oltre mille voti con la conseguente elezione di un consigliere al partito andrà un assessorato e quest’ultimo nella persona di Giuseppe Vinci. Alle elezioni sappiamo come è andata e Di Bari ha mantenuto l’accordo.

     

    Ma già dopo qualche tempo ecco la rottura tra Vinci e Loparco. Ma Di Bari non ha voluto cedere a nessun tipo di ricatto e ha continuato a mantenere fede alla parola data. Vinci non si tocca. Ma le pressioni sono aumentate sino a diventare insostenibili in queste ultime settimane. A pressare il primo cittadino sulla rimozione di Vinci sono stati Giuseppe Zaccaria e Antonio Scianaro, rispettivamente capigruppo consiliari del Pdl e Circoli Nuova Italia. Nulla di personale s’intende. Ma i due si sono fatti portavoce dei loro gruppi. Nulla da eccepire sul piano politico. Nel senso che un assessore che non ha riferimenti in assise è vulnerabile. Ecco quindi che la scorsa settimana Di Bari, ormai pressato da più parti, ha convocato Vinci esponendogli la situazione. Dopo il colloquio avuto con il primo cittadino Vinci aveva deciso di rassegnare le dimissioni, cosa che avrebbe fatto nei prossimi giorni. Ora non sappiamo se il consiglio sia partito dal primo cittadino o sia un’espressa volontà dell’attuale assessore ai servizi sociali. Certo è che con questa uscita di scena si sarebbe evitata l’onta della destituzione.

     

    Nessuno però ha fatto i conti con Euprepio Curto. L’ex senatore e attuale consigliere regionale ha vietato esplicitamente a Vinci di dimettersi. “Se vogliono fare a meno di te devono mandarti via loro” pare abbia esclamato l’esponente politico di Francavilla Fontana. E così niente più dimissioni anche perché Vinci vorrebbe continuare a fare politica e giustificarle, le dimissioni, sarebbe stato davvero difficile davanti al suo elettorato. Ecco quindi che la palla ora passa nuovamente al sindaco Di Bari. Cosa farà ora davanti a questo atteggiamento di Vinci? Probabilmente solleverà comunque, suo malgrado in quanto verrebbe meno a un accordo preso, dall’incarico l’assessore, ma dovrebbe mantenere per se la delega. Se non lo facesse si ritroverebbe contro i "suoi" consiglieri comunali. I servizi sociali, comunque, sono un settore molto delicato soprattutto in questo periodo di crisi che il Paese sta attraversando. Quindi deve essere seguito quotidianamente e il sindaco, con tutte le cose che ha da fare, difficilmente potrà farlo. Ecco quindi le probabili ipotesi: si cercherà un esperto esterno, fuori da ogni scenario politico, che sostituisca Vinci oppure un affidamento temporaneo della delega a un consigliere comunale. Ma quest’ultima ipotesi scatenerebbe l’inferno in seno ai partiti della maggioranza mettendone a rischio la stabilità. Oltre tutto ci sono anche almeno un paio di consiglieri di maggioranza che hanno interessi privati nel settore servizi sociali e ne nascerebbe un conflitto innegabile.

     

    Uno scenario politico, dunque, che apre le danze di questo autunno che si prospetta davvero “caldo”. Anche perché, concludendo, si è ancora in attesa della verifica interna richiesta dal capogruppo consiliare del Pdl Giuseppe Zaccaria in occasione del consiglio comunale in cui venne approvato il bilancio. In quell’occasione la maggioranza fece una pessima figura e se non fosse stata per la presenza in aula di alcuni consiglieri d’opposizione la frittata sarebbe stata bella che servita.

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    Alfonso Spagnulo

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