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    Buoni spesa sotto accusa: polemica tra Stella Carparelli e Lello Di bari

    I due avversari al ballottaggio del 20 e 21 maggio si affrontano a suon di comunicati su una questione che imperversa sui social network
    RedazioneDa RedazioneMaggio 11, 20124 minuti di lettura
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    Buoni spesa sotto accusa: polemica tra Stella Carparelli e Lello Di bari - Osservatorio Fasano
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    FASANO – C’era una volta la campagna elettorale soft. Troppo grande la posta in palio e quindi si cambia registro in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio che decreterà il nuovo sindaco di Fasano. Al centro della prima vera discussione post primo turno alcuni buoni spesa (da 20 euro) che il sindaco Lello Di Bari avrebbe donato a molti cittadini in piena campagna elettorale. Sui social network si è scatenata una grande polemica: c’è chi parla di voto di scambio, chi di colpi bassi.

     

    Di Bari ha così emanato una nota in cui cerca di difendersi. «Continuare ad amministrare la città anche in campagna elettorale e, contemporaneamente,  rispettare gli impegni elettorali mi rendono difficile trovare il tempo per rispondere alle strumentalizzazioni di Stella Carparelli, ma quando ci sono le bugie è giusto ristabilire la verità. In merito alla questione dei buoni pagati dal Comune per fare campagna elettorale, è bene sapere che in occasione delle festività pasquali, come consuetudine, per venire incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose, l’amministrazione comunale ha erogato n. 450   buoni-spesa da 20 euro ciascuno, per un totale di 9.000 euro (a fronte di 450 domande di contributo giunte);  c’erano  altre famiglie in reali difficoltà finanziarie che, però, non avevano avuto l’opportunità di presentare domanda. Da qui la mia decisione di destinare i miei quattro stipendi da sindaco degli ultimi mesi per erogare altri buoni, da consumarsi presso il supermercato Carparelli; ho pertanto provveduto ad acquistare personalmente, dal titolare del Supermercato,  150 buoni spesa per un totale di 3.000 euro. Per evitare eventuali abusi ed essendo la mia azione completamente trasparente, non ho avuto alcuna incertezza nel sottoscrivere i buoni. Tali buoni, pagati a titolo personale, sono stati erogati  da me “come sindaco della città”e non “come Lello Di Bari” solo per non toccare la suscettibilità dei cittadini a cui sono stati dati. Tra l’altro è bene sapere, ma anche questo è noto, che questi miei contributi, relativi al compenso che mi viene dal Comune, in questi  5 anni di Amministrazione e solo  in occasione delle festività natalizie e pasquali sono sempre stati erogati, a titolo personale e con fondi (lo ribadisco ancora una volta) esclusivamente personali, nei limiti delle possibilità e giammai in campagna elettorale, a differenza di chi è comparsa come una stella cadente pronta ad interpretare usi e costumi dell’antica democrazia cristiana, nonché della piccola borghesia. Per piacere, capisco il dibattito elettorale, ma si abbia più rispetto per l’intelligenza degli elettori!».

     

    Ma a Di Bari ha prontamente replicato la candidata del centrosinistra Stella Carparelli. «Con riferimento alle notizie dei giorni scorsi sui buoni spesa diffusi dal Sindaco Di Bari in campagna elettorale riprese on line e rispetto alle quali ci aspettavamo una smentita, registriamo che con nota ufficiale il Sindaco Di Bari conferma  di aver usato il timbro, la firma e il nome di una istituzione di tutti i fasanesi (il Sindaco) per distribuire buoni spesa da 20 euro in piena campagna elettorale. Apprendiamo che l’ha fatto con denari propri. Bene. Gli chiediamo di dimostrarlo. Ma anche se così fosse, non sarebbe che un’aggravante, poiché rivelerebbe la natura elettoralistica di questa iniziativa a quindici giorni dal voto. Proprio Lello Di Bari infatti, dichiara che, negli anni passati, la stessa iniziativa era stata adottata ma “giammai in campagna elettorale”. Strano che proprio quest’anno si sia fatta eccezione. Le goffe giustificazioni del sindaco non fanno che confermare l’evidenza. Di quanto queste pratiche di ricerca del consenso siano ancora molto in voga in certi ambienti della vecchia politica. E la disinvoltura con cui la si perpetra, maneggiando in modo così grossolano danaro e istituzioni, è il segno della strafottenza verso le regole e verso l’etica pubblica. Per non dire di quanto cinismo  ci sia nello sfruttare situazioni di difficoltà in cui tanti fasanesi versano, per cercare un consenso evidentemente difficile da acquisire con i fatti e con la buona amministrazione. Siamo felici del fatto che gli altri tre candidati sindaci (cioè coloro che, è bene ricordarlo, hanno ottenuto la maggioranza dei voti dei fasanesi al primo turno) al contrario di Lello Di Bari, abbiano condotto una campagna elettorale serena, fatta di idee, di proposte e di ascolto. Contiamo sull’onestà e sulla voglia di trasparenza dei tanti elettori che gia' non hanno scelto Di Bari al primo turno e di quanti in buona fede lo hanno votato domenica e lunedì scorso. Domenica 20 e lunedì 21,mettiamoci alle spalle definitivamente questa vecchia politica clientelare che il sindaco uscente così bene rappresenta. Fasano vuole cambiare. Fasano sta già cambiando”.

     

     

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