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    Attualità

    Con la Space Economy e Primo Levi si chiude il Festival della Scienza

    Ieri 27 ottobre alla presenza del rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e con la lettura scenica di Massimo Popolizio cala il sipario su questa manifestazione unica in Puglia
    Sara AltamuraDa Sara AltamuraOttobre 27, 20193 minuti di lettura
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    Con la Space Economy e Primo Levi si chiude il Festival della Scienza - Osservatorio Fasano
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    Fasano – Siamo giunti alla fine, con garbo. Questa seconda edizione del Festival della Scienza di sicuro rimarrà impressa nella memoria di Fasano per l’alta qualità delle personalità che si sono alternate fra Palazzo di Città, il Teatro Sociale e il Liceo “L. Da Vinci”. E fra queste, i protagonisti di ieri 27 ottobre: nella mattinata il neorettore (fasanese) del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e Luca Del Monte, responsabile dell’economia dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), hanno parlato di futuro, di spazio e di economia; al Teatro Sociale, invece, in serata l’attore e doppiatore, Massimo Popolizio, si è esibito in una lettura scenica di passi scelti de Il sistema periodico di Primo Levi.

    Ormai bisogna pensare al mercato dello spazio come si pensa a quello della frutta: a portata di mano ed essenziale. Il ruolo che esso ricopre nelle economie delle nazioni varia se consideriamo gli Stati Uniti e l’Europa, ma nel complesso sono sessanta i miliardi di euro che i governi riservano alla ricerca e ai programmi spaziali. Con la guida di Massimo Bianco, Francesco Cupertino e Luca Del Monte hanno mostrato, con i numeri, qual è il futuro degli investimenti in cui molto è cambiato. Dalla sola presenza del pubblico, a oggi invece sono i privati che si stanno facendo strada in questo proficuo e lungimirante business: aziende come la Space X e la Virgin Galactic fino alla Sitael che ha sede a Mola di Bari. Formare giovani e comprendere le potenzialità dello spazio è un obiettivo che si pone anche il Politecnico di Bari, guidato da un rettore fasanese che da piccolo desiderava fare l’astronauta e che adesso ritorna dai meeting sulla Space Economy a Washington.

    Ma per calare il sipario su questo Festival si è scelto il luogo più adatto: il teatro. Al Sociale Massimo Popolizio ha prestato la sua voce e le sue magnifiche capacità attoriali al testo di Primo Levi, Il sistema periodico, scegliendo, fra i ventuno del libro, cinque elementi della tavola di Mendeleev: idrogeno, zinco, potassio, fosforo e cerio. A ogni elemento, una storia: fra il laboratorio, le leggi razziali e la persecuzione nazista la vita di Primo Levi si aggrappa alla chimica e all’impurezza della materia. È stato il cerio a salvarlo: rubato da un laboratorio nazista ad Auschwitz, Levi riconosce che è il materiale di cui sono fatte le pietrine degli accendini e, insieme all’amico Alberto, lo vende guadagnandosi il rancio di pane – e dunque la vita – per due mesi, il tempo necessario per l’arrivo dei russi. Primo Levi riesce a scampare al massacro, del suo compagno Alberto non si ha più traccia. In una condizione terribile di annientamento dell’umanità, la Scienza è stata l’unica àncora a cui la dignità ha potuto reggersi.

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