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    Attualità

    Fallita la trattativa per la cessione: lo Zoosafari di Fasano resta italiano

    Il gruppo cinese non ha voluto inserire nel contratto la salvaguardia del personale e il divieto di trasferimento degli animali
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloSettembre 30, 20134 minuti di lettura
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    Fallita la trattativa per la cessione: lo Zoosafari di Fasano resta italiano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Non ci sarà nessuna vendita dello Zoosafari di Fasano a società cinesi. A comunicare il fallimento delle trattative di vendita del parco faunistico fasanese è proprio il responsabile dell'ufficio stampa Gianfranco Delle Rose. "Rendiamo noto un fulgido esempio di “imprenditoria etica” che ci viene dato dalle trattative appena concluse tra la proprietà dello “Zoosafari-Fasanolandia” e la “National Investment Company” proprietaria della “Shangai Creative City Technology Development” interessata all’acquisto della struttura pugliese – scrive Delle Rose -. Dopo un anno di colloqui e scambio di mail, due incontri fatti tra Parigi e Torino, una visita diretta alla struttura fasanese dei responsabili della società cinese e due giorni intensi di lavori per trovare un punto comune sul quale far convergere le trattativa, oggi (lunedì 30 settembre) si è giunti ad una conclusione.

     

    Al meeting erano presenti per la società acquirente Kathy Hung Fu e Baoying Liu, con i loro avvocati e commercialisti; per chi vendeva c’erano Ugo De Rocchi, Gianfranco Delle Rose ed alcuni tra gli avvocati e commercialisti che da anni operano per il gruppo. La discussione è partita nel tardo pomeriggio di ieri (domenica 29 settembre) a Fasano, per poi spostarsi a Lecce presso una proprietà privata di amici della signora Baoying Liu. Ma prima di dire come sono andate le cose dal punto di vista puramente contrattuale, ci piace sottolineare il clima di estrema cordialità che le parti hanno posto in essere in tutto questo anno di contatti. Il merito di questa eccezionale disponibilità è stato possibile soprattutto per la gentilezza e l’alto grado di civiltà degli amici cinesi, che ringraziamo con una dichiarazione pubblica.

     

    Ma andiamo ai fatti del giorno e ribadiamo – continua Delle Rose -, anche in questo comunicato che il Gruppo De Rocchi non ha mai avuto necessità di vendere il parco, ragion per cui solo se in presenza di condizioni estremamente favorevoli al gruppo dello Zoosafari, la vendita poteva essere presa in considerazione. Le proposte economiche fatte a nome della “N.I.C.” dalla signora Kathy Hung Fu sono state più che allettanti, ma l’offerta economica è sempre stata solo una delle condizioni necessarien per arrivare alla vendita. Tra i punti fermi voluti dall'amministratore De Rocchi e posti fin dal primo momento dei contatti tra le condizioni inderogabili, dal suo rappresentante Gianfranco Delle Rose, c’erano la salvaguardia dei posti di lavoro per i lavoratori locali e inamovibilità degli animali presenti.

     

    Che si debba ricorrere ai licenziamenti per superare i gravi momenti di crisi – ribadisce Delle Rose – è un’operazione in uso in tutte le aziende, ma che si rimpiazzino in blocco collaboratori che per anni hanno rappresentato la più importante risorsa dello Zoosafari a vantaggio di altri provenienti da tutt’altra parte del mondo è un’altra cosa. Che nel rispetto delle leggi che regolano la materia (leggi Cites) e nell’ambito degli scambi scientifici che migliorano la qualità della vita delle specie ospitate, ogni tanto ci siano dei trasferimenti nessuno obietta, ma per noi diventerebbe inaccettabile la vendita a fini esclusivamente speculativi anche semplicemente di una capra tibetana. Gli amici cinesi hanno cercato in tutti i modi di spiegare che non era nelle loro intenzioni di fare alcune delle due clausole, ma hanno avuto il torto di non volerlo scrivere sul contratto in maniera chiara e inconfutabile. Questa poca chiarezza a riguardo dei due punti cardine di tutta la trattativa, ha portato Ugo De Rocchi ed il suo staff presente a dover declinare l’offerta e dopo aver ringraziato con affetto i rappresentanti cinesi e preso da loro commiato, dopo i convenevoli di rito, rivolgendosi ai suoi ha detto “ragazzi, quando arriviamo a casa andiamo nella nostra cappella a dire una preghiera di ringraziamento” e poi ha aggiunto “lo Zoosafari parla ancora italiano, però mi rimane la curiosità di come se la sarebbero cavati i nostri animali a capire un ranger cinese".

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