FASANO – Aveva pensato bene di disdire il contratto con l’Enel avendo escogitato un trucco per continuare comunque ad essere rifornito di energia elettrica. I Carabinieri della Stazione di Fasano hanno arrestato, per furto aggravato di energia elettrica, T.G. 36 anni, di Fasano. I militari dell’Arma, a seguito di un controllo operato con il personale tecnico dell'Enel, hanno accertato che l'uomo, dopo aver rescisso il contratto di fornitura nell'estate 2017, ha continuato a utilizzare l'energia elettrica, sottraendola mediante un ingegnoso sistema di allaccio abusivo alla rete pubblica. Il danno stimato ammonta a circa 1.000 euro. Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, il 36enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
Il furto di energia elettrica è uno dei reati maggiormente commessi in Italia. La sua frequenza è di gran lunga maggiore nelle zone economicamente più svantaggiate . L’”arte di arrangiarsi”, però, non è sempre una buona soluzione: l’energia elettrica carpita indebitamente costituisce reato. Nel tempo le metodologie di furto dell'energia si sono affinate sempre di più: allacciamento abusivo direttamente ai cavi della rete pubblica; collegamento al cavo di alimentazione di un altro utente che ignaro, paga il consumo del malfattore; rompere il sigillo del distributore e bypassare il proprio contatore; manomissione contatore tramite una resistenza o un magnete; manomissione del contatore tramite modifica del software. Il furto può avvenire a danno del distributore, se l'allacciamento è alla rete nazionale, oppure a danno di un privato, se è realizzato alla rete elettrica privata, ossia dopo il contatore. L'energia elettrica, è considerata "cosa mobile" e quindi il suo uso senza un regolare contratto oppure tramite la manomissione dei cavi o del contatore è un reato punibile ai sensi dell'art. 624 del codice penale.


