FASANO – Erano stati arrestati dalla Guardia di Finanza nel luglio 2010 nell’ambito dell’operazione “Biancaneve” coordinata dalle Direzioni distrettuali antimafia di Bari e Lecce che di fatto sgominò una banda dedita al traffico di stupefacenti. Un mese dopo alcuni degli indagati vennero però scarcerati. Ora, a distanza di tre anni, ecco la condanna, emessa dal giudice per l’udienza preliminare di Lecce Annalisa De Benedictis con rito abbreviato, per il fasanese Leonardo Sabatelli, per il locorotondese 30enne Giuseppe Rosato, per la fasanese Teresa Lippolis e per due albanesi ma da tempo residenti a Fasano, ovvero Migel Myrto e Odise Verbofshi.
Sabatelli è stato condannato ad otto anni con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, Rosato a sette anni e anche per lui interdizione perpetua dai pubblici uffici, la Lippolis a tre anni con cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e 12mila euro di multa stessa condanna per Myrto mentre Verbosfshi si è visto comminare sette anni di reclusione con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Assoluzione dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio per Myrto e Lippolis.
Secondo gli investigatori, che utilizzarono appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche, i cinque facevano parte di due diverse organizzazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti che avevano come referenti anche pakistani, ivoriani e sudamericani. Veniva importata soprattutto eroina bianca. I fasanesi coinvolti facevano parte dell’organizzazione che operava tra l’Albania e l’Italia dove erano coinvolte, oltre alla Puglia e alla zona di Fasano, anche l’Emilia Romagna, il Veneto, il Trentino e il Lazio.


