FASANO – L’associazione "Flavio Arconzo – Vittime della strada e della giustizia”, nelle scorse settimane si era fatta carico di avviare una petizione a nome di alcuni cittadini in disaccordo con una regola che vige nel cimitero di Fasano, esattamente nei gentilizi di proprietà di alcune Confraternite. Una regola assurda che proibisce ai familiari di apporre fiori o altri simboli sulle lapidi dei propri cari. Ieri (mercoledì26 ottobre), la presidente Katia Schiavone, accompagnata da due firmatarie della petizione,Tiziana Amati e Annalisa Marsella, è stata ricevuta dal Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli mons. Giuseppe Favale, al quale hanno esposto l’incresciosa situazione e consegnato oltre duecento firme a testimonianza dei fatti riportati.
Il colloquio, gradevole, nonostante la delicatezza del tema trattato, ha soddisfatto la delegazione per la disponibilità, la sensibilità, l’attenzione e soprattutto per il sincero interessamento a conoscere le problematiche della diocesi da lui guidata. «Grande umanità e comprensione sono trasparite dalle sue parole – sottolinea la presidente Schiavone -, come quando ha detto "Anch’io , quando vado a trovare mia madre e mio padre, amo mettere un fiore sulla lapide", e poi ancora "Le regole sono importanti, ma esiste il buon senso e la comprensione. Sento di dover far leva sulla sensibilità e la cristianità"».
In seguito al lungo colloquio con il Vescovo, la delegazione è stata ricevuta anche da don Vito Fusillo, che ha ribadito il pensiero di monsignor Favale e congedato il gruppo, che ha lasciato il palazzo vescovile con la speranza che quella leva sia davvero capace di sollevare la quantità necessaria di sensibilità e cristianità per rendere tutti all’altezza dell’altrui dolore.


