FASANO – “Se è vero, come riportano alcuni organi di stampa, che la Tradeco ha citato per danni il Comune di Fasano, chiedendo il pagamento di altri due milioni di euro, siamo giunti davvero all’assurdo!”: è il commento a caldo di Vito Bianchi, candidato-sindaco alle primarie di “Fasano 2016”, riguardo a quanto trapelato da Palazzo di Città.
L’archeologo e scrittore incalza: “Visto come si sono messe le cose, adesso spiegateci, e spiegate ai cittadini fasanesi, chi aveva ragione: noi, che abbiamo sempre, e da subito, proposto di mandare la Tradeco immediatamente a casa, o tutti coloro che timidamente si approcciavano alla questione, manifestando l’intenzione di trattare, di aspettare, di parlare, di concertare tavoli tecnici, di regalare soldi all’azienda? Avevamo ragione noi, che nel 2013 abbiamo raccolto oltre 5.000 firme per rescindere il contratto con la Tradeco, o chi ha temporeggiato, aspettando chissà cosa? Avevamo ragione noi, che per risolvere la questione siamo stati gli unici a rivolgerci con una denuncia dettagliata direttamente alla magistratura, o chi avrebbe potuto farlo e se ne è rimasto in silenzio, senza esporsi, senza compromettersi? Anche stavolta eravamo stati lungimiranti, avevamo visto giusto: il rapporto con la Tradeco, quel contratto con capitolato d’appalto scellerato e inapplicabile, ci avrebbe condotti al disastro. Ed è così che è accaduto.
Adesso siamo al paradosso – continua Bianchi -: nonostante le mancanze rilevate più volte nella raccolta dei rifiuti, nonostante i disservizi e le tasse per la spazzatura aumentate a dismisura, in un territorio invaso dal pattume, la Tradeco addirittura intende rivalersi sul Comune: e cioè sui cittadini fasanesi! Se la politica dei compromessi, la politica dell’attendismo, la politica del “mettiamoci d’accordo” avesse fatto ciò che noi, insieme ad altri 5.000 cittadini, chiedevamo nel 2013, e cioè se si fosse rescisso il contratto, non si sarebbe arrivati all’odierna catastrofe, col rischio di pagare molto più di quanto avrebbe richiesto, a suo tempo, un’azione giudiziaria più che legittima da parte del Comune. Non siamo stati ascoltati, né da chi governava Fasano né dal personale comunale deputato a sciogliere il nodo, ed ecco i risultati. Ribadiamo: se saremo eletti al governo cittadino, porteremo a termine la nostra battaglia”.


