FASANO – E' una storia che si ripresenta solo che questa volta non si va per il sottile. L'Usla (Unione Sindacato Lavoratori Autonoma) ha indetto uno sciopero dei lavoratori Tradeco di Fasano per il prossimo 1° marzo. Lo stato di agitazione deriva da alcune inadempienze ormai croniche dell'azienda altamurana e, soprattutto, per il mancato pagamento, a oggi (mercoledì 24 febbraio), dello stipendio di gennaio.
Il sindacato, il 12 febbraio scorso, aveva scritto al commissario straordinario del Comune di Fasano Erminia Cicoria e al dirigente all'igiene urbana Fernando Virgilio chiedendo che si intervenisse per il pagamento degli stipendi di gennaio onde evitare lo stato di agitazione. In più si chiedeva un incontro urgente per altre problematiche e motivazioni: la definizione del giorno di pagamento dello stipendio; chiarimenti sui ritardati versamenti al fondo pensione; richiesta della nuova Rsu da nominare più il rappresentante Rlssa (salute, sicurezza, ambiente e in più comunicazione a tutti i sindacati interni al cantiere per la partecipazione; graduatorie di anzianità interna per varie qualifiche e mansioni lavorative da svolgere; stabilire le modalità, modi e termini di consegna del vestiario; indennità di scarico, indennità per raggiungimento posto di lavoro; modalità e assunzioni dei stagionali, graduatoria d'anzianità interna con diritti di precedenza; sorteggio ferie, modalità e criteri da adottare come previsto dal vigente contratto nazionale del lavoro.
Il 17 febbraio lo stesso sindacato scrive alla Tradeco, al Prefetto di Brindisi, al commissario straordinario Cicoria e alla Commissione di Garanzia di Roma per un'ulteriore richiesta di incontro. I motivi? Più o meno sempre quelli: carenza di vestiario, indennità varie previste dal contratto di lavoro e non applicate, situazione stipendi e versamenti previambiente, carenza di attrezzature sui mezzi. Intanto era stato già dichiarato lo stato di agitazione e si preannunciava lo sciopero per la giornata del 1° marzo.
Infine l'altro ieri (lunedì 22 febbraio), data la mancata convocazione da parte della Tradeco di alcun incontro ed essendo venuta meno la conciliazione, ecco che viene confermato lo sciopero per il 1° marzo con tanto di nuova missiva sia alla società che al commissario straordinario.


