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    Attualità

    A Fasano emozioni e lacrime per la fiaccolata in ricordo delle vittime della strada

    Si è conclusa in piazza Ciaia, dopo un corteo snodatosi lungo le vie cittadine, la sesta edizione della manifestazione organizzata dalla 'Flavio Arconzo'
    RedazioneDa RedazioneOttobre 19, 20156 minuti di lettura
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    A Fasano emozioni e lacrime per la fiaccolata in ricordo delle vittime della strada - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Sono ormai trascorsi sei anni da quando si svolse, a Fasano, la prima edizione della fiaccolata in ricordo delle vittime della strada organizzata dall'associazione "Flavio Arconzo". E' trascorso il tempo ma al dolore non ci si abitua. Ed ecco che anche nella sesta edizione della manifestazione voluta dalla presidente del sodalizio Katia Schiavone sono ancora forti le emozioni vissute dai parenti e amici delle giovani vittime. Ma in loro scorre anche la forza oltre che la speranza che tragedie simili non accadano più. La fiaccolata di ieri (domenica 18 ottobre), così come tante altre manifestazioni organizzate dalla Schiavone, è un inno alla sensibilizzazione e all'educazione stradale, un compito che i soci si sono dati per far sì che altre famiglie non piangano i loro cari a causa di incidenti stradali. Ed ecco quindi come la vita, in un certo senso, vinca sulla morte e il ricordo diventi luce eterna.

     

    La serata era iniziata con un momento di preghiera al cimitero di Fasano. Il diacono Fiorenzo Marsella ha letto alcuni passi di Benedetto XVI prima di sottolineare gli scopi dell'associazione "Flavio Arconzo – Vittime della strada e della giustizia". Dal Camposanto è poi partito il corteo con in testa, oltre alla presidente Schiavone, le autorità civili e militari (tra questi il commissario prefettizio Erminia Cicoria e il consigliere regionale Fabiano Amati). Tanta gente, fiaccola in mano, ha partecipato all'emozionante cammino che ha portato tutti in piazza Ciaia dove il corteo è stato salutato dal rombo di alcune potenti moto e dal "Magnificat" proposto dal mezzosoprano Idilia Annese e dal pianista Giovanni Spadintessa. E' toccato al giovane Marco Mancini moderare la parte della serata svoltasi in piazza che ha visto, come primo degli interventi, quello della dottoressa Cicoria. "Percorrendo quasi quotidianiamente la Statale 172 per lavoro – ha esordito il commissario prefettizio – mi sono spesso soffermata a leggere lo striscione posto all'ingresso di Fasano che cita 'Ciao Flavio'. Mai avrei pensato che un giorno avrei conosciuto la madre di questo ragazzo e la sua storia. Oggi non è il giorno della retorica e delle parole, ma del ricordo. Porto dentro di me anche il dolore provato quando morì un giovane amico di mio figlio: si chiamava Loris Bagorda e si schiantò in moto sulla Savelletri-Torre Canne. Accompagnai proprio mio figlio a Fasano per i funerali ed è qualcosa che non si dimentica. Dicevo che non è il giorno della retorica. In queste occasioni occorre solo sottolineare l'importanza del ruolo delle forze dell'ordine e delle scuola. Le prime hanno l'arduo compito di far rispettare la legge sulle strade ma la seconda deve educare al rispetto delle regole perché un cittadino educato lo è sempre, anche quando è in moto o auto".

     

    Poi la parola è passata a Katia Schiavone che ha ringraziato, oltre tutti i presenti, soprattutto i delegati dell'associazione forestieri: sono giunti da Brindisi, Bari e persino da Milano e Roma. Ha chiamato sul palco Tamara Perrone, responsabile dell'ultima articolazione della "Flavio Arconzo" nata ad Alabano Laziale e dedicata alla giovanissima Arianna Perrone, altra vittima di incidente stradale. "Grazie davvero a tutti coloro che rendono possibile questo momento di aggregazione al quale tengo molto per diversi motivi (proprio il 18 ottobre avvenne l'incidente in cui perse la vita Flavio, il 17enne figlio della Schiavone a cui il sodalizio è decicato, ndr) – ha dichiarato la presidente dell'associazione organizzatrice -. Ricordare e riflettere sono due motivi forti che mi spingono a continuare un percorso non proprio facile. La sicurezza stradale è un tema poco gradito che spesso ci fa confrontare con ascoltatori sordi. Parlare di morti non è facile e ancor meno lo è ascoltare chi parla di questi argomenti. E' molto più comodo far finta che il problema non esiste, è più facile pensare e credere che succede solo agli altri. Del resto, lo pensavo anch'io fino a quel 18 ottobre di nove anni fa. Quel giorno pagando un tributo altissimo ho capito che gli altri ero io. Gli altri siamo tutti noi, nessuno escluso. Un pensiero mi sprona a continuare: se le mie parole, se l'opera di sensibilizzazione che porto avanti con l'associazione possono servire a salvare una sola vita su migliaia di persone che incontriamo per me è già una grande vittoria".

     

    A seguire sul palco l'intervento del consigliere regionale Fabiano Amati, presente all'iniziativa sin dalla sua prima edizione. "Spesso chiudere gli occhi è l'analgesico per chi non vuol pensare al dolore – ha esordito Amati – Ma questa manifestazione, da quest'anno, almeno da come la interpreto io, ha qualcosa in più. Non è soltanto la mestizia in un anniversario ma ora diventa un grande inno alla vita, dalla mestizia passiamo alla proiezione della protezione della vita. E questo è il compito di ognuno di noi che si deve porre la fatidica domanda 'da dove vengo e dove vado'. Il classico resoconto amministrativo sulla messa in sicurezza della Statale 172 che sono abituato a darvi in questa occasione lo metto così: non abbiamo più nulla da fare. Dopo un procedimento complicato dovuto alle inaccettabili leggi italiane che allungano in modo inspiegabile i tempi alla fine dobbiamo solo aspettare la pubblicazione del bando per l'ammodernamento. Ora la politica non c'entra più nulla. Tocca alla burocrazia e subito dopo via alle opere di messa in sicurezza. Ma c'è anche un'altra parte di sicurezza per cui questa manifestazione deve andare avanti per tanti altri anni: l'educazione, tirare fuori l'istinto alla protezione della vita. Se non facciamo così la morte tragica di tanti figli di questa città sarà stata vana. Il nostro compito è rendere fruttuosa la tragedia di tante famiglie e chi ha pagato il tributo, e lo paga sopravvivendo, siano i nostri eroi dell'educazione e per questo ringrazio Katia e tutte le famiglie presenti in piazza questa sera".

     

    Un video ricordo delle tante giovani vittime della strada, alcune lanterne cinesi fatte volare in cielo e l'Ave Maria di Schubert proposta dal duo Annese-Spadintessa hanno poi fatto calare il sipario definitivamente sull'emozionante serata.

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