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    Sei su:Home»Mensile»Ieri»La prima volta catturati 9 esemplari nel Canale d’Otranto – Nel 1965 nacque la “Sagra del pesce spada”.
    Ieri

    La prima volta catturati 9 esemplari nel Canale d’Otranto – Nel 1965 nacque la “Sagra del pesce spada”.

    Da Osservatorio n. 10 – ottobre 1987
    RedazioneDa RedazioneGennaio 27, 20155 minuti di lettura
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    La prima volta catturati 9 esemplari nel Canale d’Otranto - Nel 1965 nacque la “Sagra del pesce spada”. - Osservatorio Fasano
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    Con l’arrivo di ottobre, si conclude anche la pesca del pesce spada, che vede non meno di venti battelli fasanesi impegnati nella difficile attività. Abbiamo allora cercato di fare un po’ la storia della comparsa del pesce spada a Fasano.

    La caccia al pesce spada nacque nel 1963: fino ad allora tutti i pescatori di Savelletri pescavano con le attrezzature tradizionali

    che fruttavano saraghi, triglie, polipi ecc. Nessuno immaginava che anche nell’Adriatico ci fosse il pesce spada.

    La svolta avvenne quando Giovanni De Mattia, abbonato ad alcune riviste specializzate nel settore nautico, lesse che nell’Adriatico il pesce spada veniva a depositare le uova nella stagione da aprile a settembre per poi ritornare in mare aperto. Infatti, questo pesce vive soprattutto nelle acque limpide e pulite e si ciba di pesci prelibati. Gianni De Mattia, così spiega l’avvenimento: «La pesca del pesce spada non è stata una mia invenzione, ma soltanto l’aver introdotto nuove tecniche e nuove attrezzature, che d’altronde già erano in uso fra i pescatori spagnoli e siciliani. Difatti, già in quella remota data si pescava il pesce spada con il famoso “conzo” o con il “paranco”, anziché il tradizionale arpione».

    Il primo esperimento di pesca fu effettuato nel Canale d’Otranto: è sempre De Mattia che ci racconta l’importante episodio. «In quell’anno, ero un giovane studente, con il grande amore del mare: e proprio durante un giro in mare ci incontrammo con la famosa barca la “Bacicia”, con la quale provammo per la prima volta a pescare il pesce spada nel canale d’Otranto usando appena

    600 ami pari ad un chilo e 200 grammi di attrezzatura. Fortunatamente, o per esperienza dei vecchi pescatori catturarono 9 pezzi di circa un quintale e mezzo l’uno».

    Il ghiaccio era rotto, la prova certa a quelle che fino ad allora erano ritenute soltanto teorie la si era avuta. «Dopo appena un mese da questo episodio – continua De Mattia- e precisamente nell’agosto dell’63, attrezzammo la prima barca: per noi sembrò come se stessimo varando un attuale peschereccio. Era invece soltanto una vecchia barca lunga 8 metri, con un motore 12 cavalli

    a un pistone, “armata” di tutto spiano. Quando uscimmo dal porto, gli occhi e la curiosità di tutta la marineria erano puntati su di noi. Ci allontanammo a circa 20 miglia dalla costa fra Savelletri e Torre Canne: salpammo verso le 17 e ritornammo in porto verso le 19 del giorno successivo: la nostra “barca” era colma di 20 pezzi di pesce spada, per un totale di circa 25 quintali.

    Fu un avvenimento che fece storia: sulla faccia di tutti si leggeva lo stupore e la meraviglia. Molti, i più esperti erano sbalorditi per un altro dato : già ci facevano i conti in tasca, considerando che allora, il pesce spada costava circa 650 lire al chilo. I “conti” erano tanto interessanti, che nel volgere di poco tempo, le barche attrezzate per la caccia al pesce spada divennero oltre 100 fra Monopoli e Savelletri, attrezzate di tutto spiano con attrezzature sempre più sofisticate, pronte a “ripulire” il mare da questo prezioso prodotto».

    Da allora l’attrezzatura si è rinnovata in continuazione, con la possibilità di pescare sempre a maggiore profondità e sempre più lontano, fino a raggiungere le 40 miglia dalla costa. L’“epopea” del pesce spada, però, è durata fino al 1980: poi sono arrivati i tempi di magra, vuoi per aver razionato tutti i pezzi più grossi, vuoi per il crescente inquinamento del mare Adriatico. Il risultato

    è che oggi, pescare un “pezzo” da 160/170 chili rappresenta già un avvenimento di successo. Questo fatto viene avvalorato dal decrescere costante delle barche dedite alla caccia al pesce spada, che attualmente non superano le 20 unità a Savelletri e le 40

    a Monopoli.

    Al contrario, è sempre migliorata l’attrezzatura di queste barche che ora possono contare su radar, scandagli, sonar, loran (una diavoleria giapponese), celle frigorifere, permettendo di protrarre le battute di pesce fino a 3/4 giorni, mentre prima, si limitava ad una sola nottata.

    La pesca copiosa del pesce spada, nel 1965 fece nascere anche la “Sagra del pesce spada”, che venne curata con particolare impegno dal compianto Vito Lapadula, dallo stesso Giovanni De Mattia e da De Leonardis.

    La prima “Sagra” venne onorata” da Aurelio Fierro, il noto cantante napoletano che contribuì al successo della manifestazione.

    La festa venne fissata nella seconda settimana di agosto: al primo appuntamento, venne offerto anche un assaggio del delizioso pesce, che faceva bella mostra di sé lungo tutto il lungomare di Savelletri. La coppa messa in podio della signora Maria Chieco Bianchi, per il “1° Trofeo Sagra del pesce spada” venne assegnata a Giovanni De Mattia.

    Lo scarso interesse dimostrato verso questa iniziativa da parte degli enti pubblici, ha fatto si che la manifestazione perdesse la sua tradizionale ricorrenza, anche perché, quasi concomitante con la festa di S. Francesco da Paola, santo cui è rivolta tutta la devozione dei marinai di Savelletri.

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