FASANO – Cominciamo col dire che GaBrecht, lo spettacolo portato in scena ieri sera (lunedì 29 dicembre) a TracK Zero, da Marco Bellocchio (accompagnato al pianoforte da Antonio Torella) è straordinario in quanto ad intensità ed interpretazione. L’intellettualità anti-conformista di Giorgio Gaber, il materialismo dialettico di Bertolt Brecht e una “pillola” musicale di Kurt Weill si sono mischiate e il risultato che ne è venuto fuori, grazie anche ai testi originali scritti dallo stesso Bellocchio, è qualcosa di sorprendente.
La serata si è aperta con il brano Il conformista ed è continuata, tra canzoni e monologhi, in un crescendo di emozioni che ha coinvolto il pubblico in sala. Del resto Gaber è stato uno dei pochi artisti italiani capace di aprire strade nuove. Il suo teatro-canzone ha fatto storia e ancora oggi le sue canzoni sono di un’attualità disarmante: un linguaggio diretto, mai banale, a volte irriverente ma mai volgare. E Bellocchio non è il solito “clone”.
Il suo timbro di voce richiama molto quello dell’artista milanese ma la sua interpretazione è originale, inedita sotto molti aspetti. Il repertorio "gaberiano" continua con L’illigica allegria, I soli, Il dilemma, Io se fossi Dio passando per la "brechtiana" La ballata del soldato morto e Youkali di Kurt Weill. Il pubblico applaude e non vuole che lo spettacolo finisca. Richiama i due protagonisti che offrono una versione aggiornata de La strana famiglia che chiude definitivamente una serata da ricordare.
Una serata da spiriti liberi, lontana anni luce da quello che propone oggi la musica dove sono i talent show a farla da padrone. Bellocchio, così come Gaber, non vuole ergersi a predicatore di verità, ma offre al pubblico una sua visione della realtà, fatta di ingiustizie ma anche di speranza.


