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    Attualità

    Pino Romano: ‘Il Pronto Soccorso di Fasano non si tocca’

    Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale smonta, in parte, il piano di riordino preparato dall'assessore Pentassuglia, suo compagno di partito
    RedazioneDa RedazioneNovembre 9, 20145 minuti di lettura
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    Pino Romano: 'Il Pronto Soccorso di Fasano non si tocca' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – 'Nel nuovo piano di riordino dell'emergenza ci sono errori tecnici e per questo occorre una revisione. Ad esempio i Pronto Soccorso di Fasano, Mesagne e S. Pietro Vernotico non si toccano. Abbiamo già pronti gli emendamenti da presentare lunedì (10 novembre) in consiglio regionale". Questo uno dei passi più importanti detti da Pino Romano, capogruppo del Partito Democratico in seno al consiglio regionale, nell'incontro tenutosi ieri sera (sabato 8 novembre) a Palazzo Pezzolla. Era stata la fasanese Loredana Legrottaglie a organizzare l'iniziativa anche se velatamente osteggiata dal Pd locale. 

     

    Infatti, prima di passare al resoconto della serata, è giusto sottolineare come, tranne la presenza di Giorgio Pentassuglia e Giuseppe Palazzo, i piddini fasanesi abbiano snobbato l'incontro. Ufficialmente, almeno a quanto ha riferito la Legrottaglie, il tutto era dovuto al fatto che non si era dato vita al solito tam tam di messaggi e chiamate tra gli iscritti in quanto il partito era stato fortemente colpito dalla tragedia che ha riguardato Marcello Anglani (il 19enne scomparso nell'incidente stradale di venerdì mattina era infatti iscritto al Pd, ndr) ma la verità pare sia un'altra. Infatti il Partito Democratico fasanese non ha gradito l'iniziativa con Romano in quanto qualche giorno prima si era tenuto l'incontro pubblico, organizzato da Fabiano Amati, sempre sul piano di riordino dell'emergenza, con l'assessore regionale alla sanità Donato Pentassuglia. Questo sì che era sponsorizzato dal Pd locale che quindi non ha digerito il fatto che si lasciasse spazio a un consigliere regionale forestiero su una questione delicata come questa. Oltre al fatto che la Legrottaglie pare non abbia condiviso preventivamente con i compagni di partito la sua volontà di organizzare l'incontro. Beghe interne al partito, insomma, che hanno fatto sì che Palazzo Pezzolla fosse pressoché vuoto. Ma non per questo l'incontro non è stato interessante. Anzi, il contrario. Anche perché si sono presentate alcune figure tecniche importanti nel panorama professionale sanitario provinciale.

     

    Erano infatti presenti, oltre al sindaco Lello Di Bari e al consigliere regionale Antonio Scianaro (entrambi nella doppia veste di politici e di operatori sanitari), anche il presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Brindisi Emanuele Vinci, il segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Medicina Generale Donato Monopoli e il pediatra Franco Mastro. Ecco quindi come si è discusso nel meito tecnico di quanto dovrebbe accadere nell'ospedale di Fasano.

     

    Il primo intervento, comunque, è stato quello di Giacomo Rosato, in rappresentanza della commissione comunale sanità, il quale ha chiesto lumi a Romano alla luce di quanto detto da Pentassuglia sul futuro del pronto soccorso ma soprattutto ha chiesto che venga messo agli atti, per iscritto, che l'ospedale di Fasano, fino a quando non nascerà la nuova struttura tra la nostra città e Monopoli, resti così com'è.

     

    Durissimo l'intervento di Emanuele Vinci che ha detto senza mezzi termini come questa delibera elimini a Fasano, Mesagne e S. Pietro Vernotico, contemporaneamente, i reparti di Pronto Soccorso, laboratorio analisi e radiologia e che quindi si vogliono chiudere questi ospedali. "Senza Pronto Soccorso non c'è accettazione e quindi niente ricoveri – ha sottolineato Vinci -. E se qualcuno dice che dopo il ridimensionamento del pronto soccorso di Fasano a punto di primo intervento territoriale si possano effettuare ricoveri o è in malafede o è ignorante". Chiara allusione a quanto invece detto nella riunione a Palazzo di Città con Pentassuglia dove invece era emerso il contrario. Vinci non ha partecipato volutamente a quest'ultima iniziativa in quanto, dice, "non voglio essere preso in giro da nessuno". Dopo di che il Presidente dell'ordine dei medici brindisino ha chiesto espressamente a Romano che la delibera sulla dipartimentazione approvata dalla Asl di Brindisi venga ritirata. "La politica sanitaria regionale deve cambiare decisamente direzione – ha concluso -. Ma di brutto. Deve cominciare a sentire le professioni sanitarie prima di effettuare passi di questo genere".

     

    Anche Donato Monopoli ha puntato il dito sulla revisione dei dipartimenti che tende a indebolire ulteriormente l'ospedale di Fasano. E il medico fasanese ha sottolineato l'importanza della nostra cittadina e di come Fasano abbia il Pil più alto dell'intera regione. "E' assurdo che Fasano venga tartassata sul piano sanitario – ha dichiarato Monopoli -. Occorre invece che si ricominci ad offrire un servizio adeguato ai cittadini".

     

    Franco Mastro ha chiesto a Pino Romano quale sarà la posizione del Partito Democratico in consiglio regionale riguardo la politica mentre Antonio Scianaro ha ribadito la sua preoccupazione che nelle more della costruzione del nuovo ospedale il vecchio perda ulteriormente servizi e reparti.

     

    A tutto questo ha risposto Romano partendo dal dire che la parte brindidina della delibera era stata prepararata dalla direzione generale dell'Asl e che quindi andava rivista. "La delibera del piano di riordino delle emergenze è giusta – ha spiegato il capogruppo Pd in consiglio regionale – ma i confini sono sbagliati. Il territorio pugliese va guardato nel suo complesso e non provincia per provincia. Riguardo ai ritocchi in provincia di Brindisi posso garantire che saranno congelati in quanto chiederemo la revoca di quanto deliberato dalla Asl di Brindisi. Nella stessa delibera regionale ci sono poi errori tecnici, lampanti, che vanno assolutamente corretti. Come Partito Democratico presenteremo diversi emendamenti al piano e su una cosa posso assicurarvi: nessun declassamento per il Pronto Soccorso di Fasano. Non solo. Il plesso fasanese, anche dopo l'apertura del nuovo ospedale, deve continuare a funzionare in quanto è impensabile che il nuovo possa soddisfare le tantissime richieste che arriveranno dal territorio. A Fasano penso magari che possa essere creato un reparto di geriatria in modo da non ingolfare, come avviene invece ora, ad esempio al Perrino, il reparto di Medicina". 

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