FASANO – Donato Tozzi, l'ex direttore generale del Comune di Fasano, non si arrende. Chiede 400mila euro di risarcimento ritenendo ingiusto il suo licenziamento. Per questo ha presentato ricorso in appello circa la sentenza di primo grado che lo aveva visto soccombere e costretto, per di più, a rifondere al Comune di Fasano le spese di giudizio. Il suo avvocato, Domenico Garofalo, come detto, ha ora presentato ricorso in appello e il Comune di Fasano, a sua volta, ha dato incarico al capo dell'Avvocatura comunale di costituirsi in giudizio per respingere anche nel processo di secondo grado la richiesta di Tozzi.
Quest'ultimo chiede che venga riformata totalmente la sentenza di primo grado. Quando impugnò il suo licenziamento l'ex direttore generale chiese al Tribunale del lavoro di Brindisi la condanna del Comune di Fasano al pagamento di 11.583 euro a titolo di indennità per il recesso, 20.600 euro a titolo di retribuzione di risultato per il 2004 e il 2005 e 300mila euro ulteriori a titolo di risarcimento del danno biologico, esistenziale, morale, professionale da perdita di chance e di immagine. Totale? 432.183 euro. Tozzi lamenta di essere stato licenziato non per giusta causa né per essere venuto meno il rapporto di fiducia. Ma la sentenza di primo grado dice il contrario. "La sequenza procedimentale con cui si è giunti all'emanazione del provvedimento di revoca – scrive il giudice – lascia intendere che il motivo posto a fondamento dall'Amministrazione per ritenere risolto il contratto sia stato la sussistenza di una giusta causa consistita in gravi inadempimenti da parte dell'ex direttore generale".
L'ente comunale fasanese, infatti, aveva già contestato per iscritto l'operato del manager. "L'istruttoria – si legge ancora nella sentenza – ha evidenziato che il ricorrente ha avuto un rapporto di scarsa collaborazione con l'apparato amministrativo del Comune". Insomma, per il giudice di primo grado il licenziamento è giusto e quindi nessun risarcimento è dovuto ma Tozzi ci riprova.


