FASANO – Il Centro Studi ‘Valerio Gentile’, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, nella cornice della Chiesa del Purgatorio di Fasano, venerdì 6 giugno alle ore 19.30, presenterà il volume ‘L’Arte dei marmorari in Italia meridionale. Tipologie e tecniche in età barocca’ realizzato dalla professoressa Mimma Pasculli Ferrara, presidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia. L’iniziativa rientra nell’ambito della XVI Giornata di Studio sul Seicento.
Il lavoro ( Edizioni d’Arte De Luca – Roma), è il primo volume interamente dedicato ad un materiale prezioso, il marmo, visto nella sua raffinata applicazione (intarsio ed intaglio) ed uso in ambito chiesastico e privato, nell’intenso e vibrante periodo barocco e rococò in Italia meridionale. Completo nelle sue articolazioni tematiche e documentazioni di archivio, il testo è diviso in importanti sezioni (le Vie del marmo, la decorazione marmorea in Italia meridionale, le ‘province napoletane’, le tipologie, le tecniche, le botteghe, le Biografie), secondo gli interessi di studio consolidati dall'autrice per il recupero e la valorizzazione di tale materiale marmoreo presente in tutta Italia, ma che ebbe una sfavillante produzione a Napoli, e una capillare penetrazione nel territorio meridionale attraverso le accorsate botteghe locali e le cosiddette 'Vie del marmo'.
Si tratta della pratica del trasporto dalle botteghe della Capitale ai vari porti del Viceregno e del Regno di Napoli, e da qui − laddove il paese destinatario era all'interno −, con il trasporto su carri attrezzati di materiali e di marmorari specializzati al montaggio in loco. Dalla ‘marina’ di Napoli, provenienti dalle botteghe della Capitale, parte una capillare diffusione di opere d’arte verso le province del meridione (Campania, Puglia, Abruzzo, Calabria e Basilicata), e anche a Fasano, dove giungono, via mare, nel 1781 i marmi preziosi per la costruzione dell’Altare maggiore della Chiesa del Purgatorio, realizzato l’anno dopo dai magistri marmorari napoletani Carlo e Vincenzo Ferrara, già attivi a Taranto, nel Cappellone di San Cataldo del Duomo.


