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    Attualità

    Questione Tares: tutte le nuove norme relative al pagamento dei bollettini

    I provvedimenti deliberati dal consiglio comunale hanno valenza solo per il saldo 2013: e si rischia il buco in bilancio
    RedazioneDa RedazioneGennaio 29, 20144 minuti di lettura
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    Questione Tares: tutte le nuove norme relative al pagamento dei bollettini - Osservatorio Fasano
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    FASANO – E ora? E’ la domanda che si pongono i cittadini, sulla questione Tares, alla luce di quanto accaduto ieri (martedì 28 gennaio) in consiglio comunale. Un assise affollata, era da tempo che non si registrava una presenza di pubblico così numerosa. Nelle ultime settimane si erano succedute diverse manifestazioni di protesta contro i bollettini inviati dall’Amministrazione comunale per il saldo Tares. La discussione in aula è stata aspra con l’opposizione che ha presentato proposte, fatto registrare anche interventi di una certa durezza ma che alla fine si è spaccata sulla votazione. Questo è un dato politico che occorrerà analizzare in un secondo momento. Ora la cosa più importante è che il cittadino sappia con esattezza cosa deve fare. La politica continuerà a litigare e a fare il suo corso nei prossimi giorni.

     

    Ieri, intanto, con i voti favorevoli della maggioranza, con l’astensione di gran parte dell’opposizione e il secco no di Vito Bianchi e Donato De Carolis è stata approvata la delibera che ufficializza le misure (tampone, in quanto sono riferite solo al saldo 2013) relative al pagamento della tassa. Nell’atto, immediatamente esecutivo, si legge che si potrà pagare sino al 30 aprile; si potranno rateizzare, previa richiesta e con rate non inferiori a 50 euro, gli importi dovuti e più specificatamente per gli importi sino a 2mila euro in 12 rate mensili, da 2000,01 a 4mila in 24 rate mensili, oltre 4000,01 euro in 36 rate mensili. di precisare l’applicabilità, ai residenti , dell’art. 17 – comma 3 – del vigente Regolamento Tares ovverosia di prevedere la possibilità per le abitazioni non adibite a residenza, di chiedere la modifica del numero degli occupanti in base alla composizione del nucleo familiare; di stabilire che il concessionario dei tributi comunali, acquisite le richieste di rateizzazione, anche con modalità telematica, provveda alla relativa istruttoria ed al monitoraggio dello stato dei pagamenti; per quanto concerne l'applicazione del tributo alle pertinenze delle utenze domestiche (cantine, autorimesse o altri simili luoghi di deposito) si applica nel senso di sommare la superficie delle stesse a quella dell'abitazione principale e a tale superficie complessiva attribuire la quota fissa e la quota variabile, in base ai componenti del nucleo familiare; lo stesso criterio di cui al punto precedente va applicato ai residenti anche per le pertinenze di abitazioni non adibite a residenza; per le pertinenze delle utenze domestiche dei non residenti si applica il criterio previsto per l'abitazione, un occupante ogni 25 mq in considerazione della somma della superficie della abitazione e della pertinenza; per le utenze non domestiche, le cui tariffe Tares sono risultate notevolmente peggiorative (oltre il 100%) rispetto alle precedenti tariffe Tarsu, per il solo anno 2013 ed in ragione delle ragioni già richiamate connesse all'attuale momento di contingenza economica e sociale, si attribuisce il coefficiente previsto dal Dpr 158/ del 1999 parametrandolo a un valore inferiore a quello medio: nello specifico i ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e bar pagheranno 8,03 euro di tariffa fissa e 4,38 euro per quella variabile; mense, birrerie e hamburgherie pagheranno 7,98 euro di tariffa fissa e 4,35 per quella variabile; bar, caffè e pasticcerie pagheranno 7,86 euro di tariffa fissa e 4,28 per quella variabile; ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio pagheranno 10,02 di tariffa fissa e 5,47 di quella variabile; per le utenze non domestiche, al fine di verificare il procedimento di normalizzazione della categoria attribuita nel passaggio da Tarsu a Tares, verificare la presenza di eventuali incongruenze in sede di identificazione dell'attività economica prevalentemente svolta; per i locali adibiti a stalle e depositi di attrezzi agricoli, l'esenzione ai fini del pagamento dell'imposta, rimane anche nel caso di titolari collocati in pensione. Nel consiglio di ieri l’Amministrazione, per voce del vicesindaco Gianleo Moncalvo, si è assunta anche ogni responsabilità circa il versamento della quota statale dopo che erano sorti diversi dubbi se versarla entro il 31 gennaio oppure no.

     

    E’ giusto anche sottolineare che questi interventi, che di fatto stravolgono i primi conteggi effettuati dall’Amministrazione, potrebbero creare un buco in bilancio nel 2013. Ecco quindi che, se questo realmente avvenisse, la Giunta comunale dovrà correre ai ripari chiuderà la falla destinando soldi del bilancio 2014. Come li troverà? Il consigliere comunale delegato al Bilancio Giuseppe Zaccaria, ad apposita domanda, ha risposto che taglierà sulle spese. Per i cittadini l’importante è che non siano toccati i servizi o ci sia un aumento di tasse. Altrimenti si tornerebbe al punto di partenza.

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