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    Cronaca

    Zoosafari di Fasano: è morta Samir, la tigre ‘assassina’ di Pinerolo

    A comunicare il decesso dell'esemplare giunto nel parco faunistico fasanese lo scorso 12 luglio è il direttore zoologico Fabio Rausa
    RedazioneDa RedazioneLuglio 27, 20134 minuti di lettura
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    Zoosafari di Fasano: è morta Samir, la tigre 'assassina' di Pinerolo - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Samir è morta. Il decesso, per cause naturali ancora imprecisate, della ben nota tigre giunta allo Zoosafari di Fasano dal Parco Zoologico di Pinerolo (Torino) a seguito del fatale incidente causato proprio da questo esemplare e che è costato la vita al suo proprietario Mauro Laggiard, è stato comunicato dal direttore zoologico dek parco faunistico fasanese Fabio Rausa. L’esemplare alloggiava in un apposito recinto con l’altra tigre del gruppo, la femmina Tara, ed i due andavano d’accordo. In queste poche settimane di permanenza a Fasano l’esemplare in questione ha presentato uno stato di salute sufficientemente buono ma con una certa apatia e pigrizia rispetto alla femmina, più anziana ma decisamente più “tigre”. Samir praticamente non ha mostrato nulla di cui preoccuparsi sino al 25 luglio, quando è stato fornito il solito cibo prima della chiusura. Il mattino dopo i rangers si sono resi conto che il maschio, disteso come spesso faceva in gran relax nel suo angolo preferito, non dormicchiava come sembrava all’apertura del parco ma si era spento per sempre, forse nel sonno, senza alcunché di evidente. "Ci era stato riferito sin dall’inizio che gli esemplari non fossero proprio al massimo delle condizioni fisiche – spiega nel comunicato Rausa – (l’altra tigre ed il leopardo femmina tra l’altro sono molto anziane e specialmente quest’ultima mostra tutti i segni dell’età e dei suoi acciacchi renali ed oculari) ma certamente non ci aspettavamo un evento così drammatico da Samir, al quale abbiamo prestato tutte le nostre cure ed attenzioni ed al quale tra l’altro eravamo già particolarmente affezionati proprio in relazione alla triste quanto ingiusta nomea che si era venuta a creare nei suoi confronti.

     

    Constatato il decesso – continua Rausa -, ho personalmente provveduto ad informare ed a chiedere l’intervento dei Servizi Veterinari Area C della Asl Brindisi, nella persona del Dr. Francesco Semeraro, e del Nucleo Regionale Cites del Corpo Forestale dello Stato, nelle persone del Comm. Capo Dr. Michele Minichini, dell’Ass.te Vincenzo Navach e dell’Agente Leonardo Gismondi, i quali tutti hanno provveduto alle ispezioni del caso, controllando anche lo stato dei luoghi e fotografando sia la carcassa che le infrastrutture interne ed esterne; ne sono scaturiti due verbali di verificazione che hanno evidenziato l’assenza di qualsiasi problematica ambientale o ipotesi di maltrattamento. Contattato dal Comm. Capo Dr. Minichini, anche il magistrato di turno Dr. Montinaro ha convenuto che non si ravvisavano indizi relativi ad uccisione volontaria della tigre né tantomeno ipotesi di maltrattamento. Sempre in presenza delle Autorità di Polizia Giudiziaria, si è provveduto quindi allo spostamento della carcassa presso la ns. cella dedicata agli animali deceduti, a sigillare ufficialmente l’animale ed a congelare il tutto. Per ulteriore correttezza e scrupolo, è stata ns. cura comunicare il decesso per iscritto e/o per le vie brevi anche ai Ministeri competenti (Ambiente e Salute), al Comando Prov.le del Corpo Forestale dello Stato di Torino ed al Comune di Pinerolo, il quale ultimo mi risulta abbia già provveduto ad informare di quanto accaduto la proprietaria, Carla Agosteo. Alla Signora Carla esprimiamo tutto il nostro cordoglio per il dolore che sta vivendo in questo buio periodo della sua esistenza. Ci riserviamo ovviamente di far praticare una necroscopia appena possibile, alla presenza e su approvazione delle Autorità competenti, con le quali restiamo in contatto costante per decidere quale Università o Istituto Zooprofilattico sia meglio incaricare ai fini di rilevare tutte le evidenze anatomo-patologiche e tossicologiche del caso.

     

    A necroscopia effettuata – conclude Rausa – verranno resi noti i risultati e sapremo tutti perché al povero Samir sia accaduto di spegnersi così mestamente e quasi di nascosto, come solo gli animali selvatici sanno fare. Vogliamo appena ricordare che il possente Samir qui a Fasano non sembrava affatto aggressivo ed anzi il suo temperamento era fondamentalmente amichevole e bonario; ci resta la convinzione (e l’amarezza) che non esistano “tigri killer” ma semplicemente uomini imprudenti o troppo confidenti verso splendidi animali spesso affettuosi ma comunque guidati in determinate situazioni più dall’istinto che dal raziocinio, proprio come Natura vuole, fermo restando il grande rispetto e cordoglio per chi, magari proprio per affetto, ci ha rimesso la vita. Che serva a tutti noi da monito"

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