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    Attualità

    Il movimento ‘in Comune’ denuncia: ‘Negata la libera fruizione della costa fasanese’

    Il movimento civico, rappresentato in consiglio comunale da Vito Bianchi, si lancia contro la privatizzazione del mare da parte dei privati
    RedazioneDa RedazioneGiugno 29, 20134 minuti di lettura
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    Il movimento 'in Comune' denuncia: 'Negata la libera fruizione della costa fasanese' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – “Ogni, anno viene negato alla libera fruizione un tratto di costa in più. E’ un assedio fatto di sbarre e lucchetti, di lidi che si ampliano a dismisura mangiandosi spazi liberi, di recinti che impediscono di accedere alle spiagge. Le chiusure sono evidenti sia a Savelletri sia a Torre Canne, in un Far West di legalità dove i litigi fra frequentatori del mare e posteggiatori improvvisati sono all’ordine del giorno, e dove gli esposti alla magistratura sono pronti a partire”.

     

    Da vecchio promotore del comitato “MareLibero”, da sempre impegnato per la libera fruizione della costa, contro le privatizzazioni, Vito Bianchi, esponente del movimento “in Comune”, continua la sua denuncia. A esplicitare ulteriormente i problemi c’è pure Annarita Angelini, l’architetto che presiede il movimento: “Se si decide di andare al mare in auto a Torre Canne – spiega la presidente – e ci si avvia in direzione sud, verso Ostuni, in cerca di un tratto di costa libero e di un parcheggio altrettanto libero per lasciare l’auto, ci si imbatte in una spiacevole constatazione. Il primo parcheggio è quello di fronte alle terme di Torre Canne: sorge in area privata, in una zona “per servizi pubblici di quartiere” con simbologia “verde pubblico attrezzato ed impianti relativi”. Dato che la pubblica amministrazione non è interessata a un esproprio, tramite una convenzione tra privato e Comune, l’area viene destinata al pubblico per il 15% dei posti auto totali. La restante parte è privata. Gli stalli gratuiti a uso della collettività, in tutto 26, sono insufficienti a coprire il fabbisogno della gente che decide di andare in quel tratto di costa. Proseguendo su via Appia Antica, subito dopo le Terme di Torre Canne c’è un accesso al mare, in corrispondenza di un lido privato. Il parcheggio, qui, è solo privato e non si ha la possibilità di lasciare l’auto perché la strada pubblica è stretta e non prevede parcheggi pubblici.

     

    Successivamente – aggiunge Angelini – c’è un altro accesso al mare tra alcune villette, con spiaggia pubblica, ma anche qui non c’è possibilità di parcheggio pubblico e neppure in corrispondenza di quello successivo. Giunti in uno dei più bei tratti della costa, fra dune, macchia e zone umide, in zona SIC (Sito di Interesse Comunitario), si nota un cancello all’ingresso della proprietà privata, subito prima di un lido con ristorante e parcheggio privato: quindi, lasciare l’auto in un posto pubblico, per accedere a questo magnifico tratto di costa, è anche stavolta impossibile. Proseguendo per altri 300 metri, in corrispondenza della Masseria Fiume Piccolo, ancora zona umida, vi è un antico passaggio libero pedonale che è stato addirittura impedito con blocchi di calcestruzzo. Ovviamente neanche qui ci sono parcheggi pubblici. Subito dopo – sottolinea Angelini – c’è un altro lido privato con parcheggio privato. Dopo altri 150 metri c’è un camping e, ancora, un altro lido privato con parcheggi privati. Si è entrati già da un po’ nel Parco delle Dune Costiere quando, imboccando la complanare est, si susseguono lidi privati e camping, in assenza di parcheggi pubblici. Andare a mare e averne libero accesso è un diritto.

     

    E nonostante il Piano Regionale delle Coste abbia stabilito una proporzione tra uso della costa pubblica e della costa privata nella misura, rispettivamente, del 60% e del 40%, si rischia – continua l’architetto – che questa rimanga matematica pura se non è possibile accedere liberamente a quel 60% di costa libera, riconosciuto di diritto. È noto che il Piano delle Coste Comunale (imposto dalla L.R. 17/2006) non è ancora disponibile e che sono stati avviati i lavori per il PUG. Quindi passerà ancora un po’ di tempo prima di avere soluzioni puntuali. Cosa fare nel frattempo? Si potrebbe operare una sinergia tra pubblico e privato, in modo che i nei lidi privati ci siano posti auto riservati al pubblico in maniera gratuita, in una percentuale da stabilire, che tenga conto di una verifica preliminare di sostenibilità urbanistica, concernente un bilancio della domanda effettiva e dell’offerta di aree di sosta nel contesto in cui si interviene, e insieme il sistema di accessibilità, le modalità di trasporto e il regime di traffico nelle fasce orarie di frequentazione dei luoghi. Il tutto, contemperando la programmazione comunale di acquisizione e utilizzazione di aree destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale, nel settore urbano di riferimento, desumibile dalla programmazione triennale dei lavori pubblici”.

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