FASANO – Non quadri o fotografie ma antichi oggetti che simboleggiano la devozione per la Beata Vergine Maria Addolorata: è questa la particolarità della mostra ‘Stabat Mater Dolorosa’ inaugurata nella serata di ieri (12 marzo) nella Chiesa del Purgatorio. In questa sacra cornice, fino alla Domenica delle Palme, sarà possibile ammirare sedici manufatti artigianali raffiguranti l’Addolorata, risalenti all’arco di tempo compreso tra il XVIII e il XX secolo.
La rassegna, messa a punto dalla Confraternita del Purgatorio, è stata realizzata grazie a diversi collezionisti privati che hanno accettato di esporre al pubblico le loro statue, espressione di una profonda adorazione domestica tramandata di generazione in generazione. Il culto della Madonna Addolorata, infatti, ha origini molto antiche ed è ancora particolarmente sentito dal popolo fasanese. In lei trovano consolazione dolori e sofferenze, soprattutto quelle della madri che, come Maria, hanno visto morire un figlio.
Durante la cerimonia di inaugurazione, a cui ha partecipato un numeroso pubblico, Margherita Latorre – presidente della sopraccitata Cofraternita, ha sottolineato l’unicità della mostra nonché l’importanza devozionale di quegli oggetti d’arte e di fede che i visitatori potranno contemplare. Di seguito, il primo cittadino ha salutato i presenti ribadendo il suo apprezzamento verso l’operato della presidente «che con grande capacità è riuscita a reperire piccoli grandi tesori, offrendo a tutti la loro visione».
A conclusione della serata, Don Sandro Ramirez ha offerto ai presenti un momento di riflessione sulla fede. «Da sempre, il tema del dolore innocente fa sentire l’immagine di Maria Addolorata vicina alla sofferenza umana – ha ricordato il Priore di Fasano –. Non esiste dolore che non trovi accoglienza in lei. In questo momento così particolare per la fede dobbiamo ricordare per capire da dove veniamo e dove stiamo andando. E la preghiera ‘Stabat Mater’ sulle sofferenze della Madre di Gesù si conclude proprio con un inno al futuro».


