FASANO – "L'idea di questa raccolta che mette insieme riflessioni e documentazione fotografica è nata dal desiderio di "fermare" in un'unica soluzione i caratteri e la bellezza di questo luogo". Questo l'incipit della prefazione del volume “Ulisse in un giardino mediterraneo” (Editrice Ecumenica), nato da un progetto di Ottavio Albano e presentato ieri sera, 31 gennaio, nella Sala di Rappresentanza del palazzo comunale. Hanno relazionato, assieme al professor Albano, Leonardo Martinelli, Elia Putignano e don Peppino Di Marzo. La moderazione è stata, invece, affidata al giornalista Gino Bianco.
Chiave di lettura dell'opera è sicuramente il rapporto inscindibile tra bellezza e Dio, nonchè il ruolo di Ulisse come massima espressione di fascino in un viaggio immaginario tra le infinite meraviglie del paesaggio silvano. Ma non solo. Spazio anche per il parco archeologico di Egnazia, la cucina tipica fasanese, i trulli. Insomma, il libro rappresenta una sorta di inno alla nostra Terra, così come spiega lo stesso autore in un passo dell'opera: "[…] qui si contempla la natura, in realtà si contempla la creazione. Sulla collina della Selva, tra la vegetazione, i trulli e la macchia, la natura sembra fatta per contemplare Dio e consacrarsi a Lui, per adorare in essa chi l'ha creata e reimpita di Sé".
Le stesse fotografie lasciano poco spazio all'immaginazione. Mare e monti, trulli e prelibatezze culinarie locali, piante tipiche e colori. Tanti colori. Sì, è proprio di bellezza pura che si tratta. Alla domanda "perchè Ulisse?", Albano ha risposto: ‹‹perchè Ulisse rappresenta, a mio avviso, l'icona della sensibilità al bello. Ed è proprio dal concetto di bellezza che è nato il mio desiderio di realizzare quest'opera. Perchè non si perda, col tempo, la magnificenza che ogni piccolo dettaglio della nostra Terra offre››.


