FASANO – Tutti i nodi vengono al pettine. Non versava i tributi che incassava facendo sparire, con giochi contabili, milioni di euro. La Guardia di Finanza di Genova, su ordine del gip di Chiavari, ha arrestato ieri (martedì 2 ottobre) cinque persone tra cui Giuseppe Saggese, amministratore della Tributi Italia, la società che anche a Fasano gestisce la riscossione dei tributi. L’accusa è di peculato, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e omesso versamento di ritenute certificate e dell'Iva.
Secondo quanto riportato dagli inquirenti “gli indagati una volta incassate le somme (al netto di quanto spettava loro per l'incarico ricevuto), anziché riversarle nelle casse dei Comuni le trattenevano sul conto della società. I soldi, attraverso rapporti con altre società riconducibili a Saggese, venivano dirottati a beneficio di quest'ultimo. La Tributi Italia Spa, a causa delle numerose denunce presentate da vari Comuni che gli avevano revocato le concessioni per l'esazione tributaria (Fasano non ha revocato ma ha continuato ad operare con essa tramite il commissario straordinario Luca Voglino), è entrata in stato d'insolvenza ed è stata quindi dichiarata fallita dal Tribunale di Roma.
A causa di questo modus operandi della Tributi Italia molti comuni sono arrivati sull’orlo del dissesto finanziario e molti dipendenti sono stati licenziati o messi in cassa integrazione. Fasano è riuscita a salvarsi quando, anni fa, decise di incassare direttamente i tributi dopo che la Tributi Italia non aveva versato diversi milioni di euro nelle casse comunali. Forse sarebbe il caso, a questo punto, che anche l’amministrazione fasanese rivedesse il suo rapporto con la (ex) società gestita da Saggese.


