FASANO – Il movimento “in Comune” prende una posizione autonoma in merito al trasferimento delle scuole elementari di Montalbano nell’edificio delle medie “Fortunato”. «Premetto che nel nostro progetto, redatto per le scorse elezioni – spiega Rossano Marinelli, esponente montalbanese del movimento – siamo stati noi a proporre l’accorpamento dei due istituti, al fine di rendere il tutto un complesso scolastico efficiente, in linea con le moderne esigenze didattiche. Tuttavia è un fatto oggettivo che la scuola “Fortunato” sia angustiata da un problema evidente di viabilità, che da decenni non viene affrontato. Si sarebbe prima dovuto provvedere alla infrastrutturazione viaria di via Muzio Scevola, e poi agli accorpamenti. L’amministrazione comunale ha invece affrettato il trasferimento delle scuole elementari senza una preventiva informazione delle famiglie, senza un’opera di democrazia partecipata. Inoltre, ritengo che la ventilata vendita dell’immobile delle elementari in via Teano debba essere vincolata all’utilizzazione delle risorse così ottenute per l’efficientamento delle altre strutture scolastiche e per il completamento della palestra della “Fortunato”. Vigileremo affinché i lavori di viabilità vengano immediatamente cantierizzati e si faccia un uso acconcio di un edificio storico, quale è la scuola elementare».
Sull’argomento interviene anche il consigliere comunale Vito Bianchi, che ha effettuato un sopralluogo alla scuola “Fortunato”: «Innanzitutto troviamo una via d’uscita – dice – che penalizzi il meno possibile l’inizio delle attività scolastiche e razionalizzi le esigue risorse, economiche e umane, distribuite fra i due istituti. L’importante è non strumentalizzare politicamente questioni riguardanti la scuola e i bambini. Se uno dei problemi è la viabilità, mi auguro che con le soluzioni temporanee proposte, mettendo in sicurezza gli spazi della “Fortunato” e creando un circuito riservato con parcheggi, ingressi e orari differenziati, si migliori la vecchia situazione. Comunque, noi di “in Comune” ci batteremo affinché sia effettivamente una soluzione transitoria, e non eterna».

