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    Il decennio di Irlando

    Il 9 e 10 giugno si accenderanno i motori per la 55^edizione della Fasano Selva. Presentiamo il pilota che più di tutti ha trionfato nella classicissima fasanese.
    RedazioneDa RedazioneGiugno 4, 20125 minuti di lettura
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    Il decennio di Irlando - Osservatorio Fasano
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    Il decennio di Irlando

     (da 50 volte Fasano-Selva-Storia di una leggenda sportiva

    Faso Editrice – Maggio 2007)

    di Zino Mastro

    Il primatista assoluto nella storia della Fasano-Selva è un pilota fuoriclasse nato nel 1965 a pochi chilometri dal percorso della classica cronoscalata, per la precisione a Locorotondo. Stiamo parlando di Pasquale Irlando, nella cui ricchissima bacheca di trofei spiccano ben sette Coppe Selva di Fasano! (Basti pensare che gli altri plurivincitori si fermano al massimo a quattro vittorie). A partire dal 1990, Irlando è stato uno dei grandi protagonisti delle gare di velocità in montagna: quattro volte campione europeo (nel 1997, 1998, 1999 e 2006), cinque volte campione italiano (nel 1992, 1995, 1996, 2000 e 2003). Ha fatto il suo esordio nelle gare in salita con un prototipo Osella nel 1986: da allora ha sempre gareggiato con mezzi messigli a disposizione da Osella, di cui è diventato uno dei più fidati collaudatori.

    «La Fasano-Selva è il ricordo della mia infanzia- afferma Irlando -. Aspettavo tutti gli anni per andare a vedere dalla Vemesina gli idoli del campionato: dal "re della montagna" Mauro Nesti al "lupo della Sila" Domenico Scola, fino ai più giovani Ezio Baribbi e Giulio Regosa. La grande soddisfazione arrivò nel 1987, anno della mia prima Fasano-Selva, quando, giovanissimo, mi allineai ai nastri di partenza con quasi tutti questi campioni. Da bambino sono stato sempre attratto dai kart, coi quali ho cominciato a correre. Il passaggio all’automobilismo è una logica conseguenza. Avrei preferito fare la "Formula", ma i costi erano eccessivi, e quindi ho dovuto puntare alle gare in salita, quelle che costavano meno».

    Quali sono, secondo Irlando, le peculiarità della Fasano-Selva? «È una gara velocissima, forse la più veloce del Civm. Nel1995, anno in cui ho stabilito il record, nella parte superiore, dopo la Juppa, ho toccato la velocità di punta di 246 kmh. È quello il tratto più veloce, dove ora viene piazzata una chicane. A mio giudizio, più del fegato necessario all’altissima velocità, per vincere a Fasano bisogna avere una macchina perfettamente equilibrata. È una gara che non si vince con grandi distacchi: si gioca tutto in pochi centesimi. Non sono ammessi errori: il più piccolo diventa fatale».

    Per dieci anni, dal 1990 al2000, Irlando è stato l'incontrastato dominatore della Coppa Selva, ma oggi confessa: «Devo essere sincero, non è la gara che preferisco. Essendo però la corsa di casa è senza dubbio quella che mi provoca bellissime sensazioni ».

    Nel 1990 Pasquale perse la Fasano-Selva per appena un secondo: «Il vincitore – dice – è sempre quello che ci mette meno tempo. Si può comunque essere soddisfatti quando si è sicuri di aver dato il massimo, qualunque sia l’esito». Sul suo rapporto privilegiato con l’Osella dichiara: «La fiducia di Osella me la sono guadagnata e costruita nel tempo. Con Enzo Osella ho un rapporto che forse non ho neanche con mio padre».

    E con gli spettatori fasanesi? «Fasano è casa mia, come Locorotondo. Salire fra due ali di folla che ti applaude dà la sensazione di essere in uno stadio e realizzare un gol decisivo per la tua squadra». Episodi da raccontare ce ne sono tanti: «Nel 1995, anno in cui realizzai il record, stavamo sviluppando una macchina nuova. Nella prima manche Piero Nappi impiegò 37 centesimi meno di me. Fu una doccia fredda, perché avevo vinto tutte le gare della stagione. Non mi andava assolutamente giù l'idea che proprio nella gara di casa dovevo essere battuto! Con Antonio Rossetti, uno dei miei più stretti collaboratori, nell’intervallo fra le due manches provammo a inventarci qualche soluzione tecnica di assetto che non sapevamo quali risultati avrebbe potuto darci. Ma la situazione imponeva l’assunzione di rischi. Furono ritocchi magici. Nella seconda manche feci sicuramente la più bella prestazione mai realizzata a Fasano. Ne venne fuori addirittura il record. Andai su come una scheggia: quella gara non volevo proprio perderla».

    Per quale avversario Irlando ha avuto maggior rispetto? «Ho sempre stimato Fabio Danti: un ragazzo di profonda generosità e grande correttezza».

    C'è un altro pilota di Locorotondo che ha vinto due volte la Fasano-Selva: è Calella … «Con Claudio, fino a quando non correvo, avevamo un ottimo rapporto. Poi, sinceramente, non per colpa mia, le nostre strade si sono un po' separate. Anche lui, comunque, quando si è cimentato a livello europeo si è sempre difeso bene».

    Come giudica Irlando l'introduzione delle chicanes a Fasano? «Se si vogliono far esistere ancora gare veloci come questa, le chicanes sono indispensabili. Non ci sono alternative per garantire la sicurezza di piloti e spettatori quando si toccano tali velocità. Nelle gare in salita, se esci di strada ti fai male».

    Come vive la città di Locorotondo le imprese sportive del suo Pasquale? «La passione per l’automobilismo da noi è grande come quella di Fasano. Parte della gara, infatti, si svolge proprio sulla via per Locorotondo. Quando ho vinto il campionato europeo il Comune di Locorotondo mi ha tributato il giusto riconoscimento».

    E ora che progetti ha Irlando? «Seguire mio figlio che ha cominciato a correre con i kart. Per quanto mi riguarda, continuerò a collaudare qualche macchina, ma senza precisi impegni di campionato».

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