FASANO – Continuano le novità, in fatto di scarcerazioni, per i coinvolti nell’operazione “Pezze Vicine” che il 18 aprile scorso vide finire in carcere diverse persone accusate di spaccio di stupefacenti. Dopo gli arresti domiciliari concessi a Biagio Grassi, detto Cimino, 40enne fasanese, al 31enne fasanese Cosimo Sibilio, detto “Tuttafasano”, alla revoca dell’obbligo di dimora revocato per la 27enne brasiliana (ma residente a Fasano) Fernanda Marquez Barbosa e al 36enne fasanese Fabrizio Bianchi oltre alla scarcerazione del 50enne fasanese Piero Conversano, detto “u’cafam” ecco giungere altri provvedimenti in merito.
Ieri (mercoledì 30 maggio) il Tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione dei fasanesi Nicola Cofano (38 anni) e Angelo Schena (33 anni). I due, difesi dall’avvocato Francesco Saponaro, erano ai domiciliari. Proprio ai domiciliari, invece, lasciando così il carcere di Brindisi, sono finiti altri due fasanesi: il 49enne Carlo De Simone, detto Carlino, e il 37enne Pietro Fanigliulo, detto “u caprar”. Anche questi sono difesi dall’avv. Saponaro.
Tirando le somme delle sette persone finite in carcere per l’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Fasano la mattina del 18 aprile, dietro le sbarre restano soltanto colui che viene considerato la presunta mente del gruppo, il 42enne fasanese Pietro Schena detto “u’ capeddot” e il 31enne fasanese Antonio Bufano detto “Schillaci”. Anche per Schena l’avv. Saponaro ha pronta la richiesta di scarcerazione o, in alternativa, quella dei domiciliari. Mentre per Bufano, difeso dagli avvocati Francesco Gentile e Ladislao Massari, è attesa nei prossimi giorni una decisione in merito da parte del Riesame.


