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    Ieri

    Il pagellone del 2008

    Il 9 e 10 giugno si accenderanno i motori per la 55° edizione della Fasano Selva. Riproponiamo le pagelle attribuite ai piloti fasanesi in gara negli anni 2005 / 2011
    Gianni MastroDa Gianni MastroMaggio 16, 20127 minuti di lettura
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    Diamo i voti ai 71 piloti fasanesi (più 3 vip)

     

    Il pagellone 2008

     

    Giuseppe Savoia: stavolta è arrivato, ed è già un risultato. Vince pure, ma in una categoria vuota. Coriaceo. Voto 6,5

    Michele Pinto: considerata la stagione, era meglio l’ombrellone. Laganaro Pinto. Voto 4

    Massimiliano Olive: motore sbiellato + pilota incazzato = podio mancato. Bizzoso. Voto 5

    Alessandro Caramia: a sette decimi dall’oro di categoria, non è una prova da buttar via. Voto 6,5

    Francesco Guarini: acqua alla prima manche; champagne alla seconda. No Toky. Voto 6

    Pasquale Guarini: presenza immancabile, gara non commentabile. Icona. Voto n.c.

    Davide Giannoccaro: terzo dal fondo, buio profondo. Peugeot di così… Voto 4

    Sante Ostuni: dopo un dignitoso inizio, un ritiro che sa di mistero. Per non tradire gli amici, ingoia un rospo molto amaro. Silenzio. Voto 5

    Carlo Argento: accorcia la sua Peugeot 106 sbattendo nella prima salita. La sua gara finisce lì. Devastante. Voto 3

    Eligio Mirabile: su 20 partenti e 16 classificati, lui è undicesimo. Matematicamente mediocre. Voto 4,5 

    Cosimo Rosati: nel general tiraggio, mai un impeto di coraggio. Anonimo. Voto 5

    Andrea Argento: l’anno scorso una bomba, quest’anno un petardo. Forse con un cavallo meno vecchio… Riprova! Voto 6

    Luigi Pagnelli: tradito dal cambio, da lunedì è tornato al suo primo amore: il radiatore. Voto n.c.

    Paolo Schiavone: a lui l’onore di inaugurare il nuovo guard rail di casa Bianco alla Selva. Pioniere. Voto 3,5

    Roberto Capestrano: se il 13 porta fortuna, la sua 13ª posizione è l’unica consolazione. Incolore. Voto 4+

    Saveri Arvizzigno o: dal pagellone dello scorso anno, con due secondi in meno: 3’19” alla prima, stesso tempo alla seconda. Limite suo o della macchina? Niente di nuovo sotto il sole d’agosto. Voto 5–

    Stefano Brescia: medaglia di legno con bruciore al deretano… Peccato. Voto 7–

    Filippo Ostuni: rombo di tuono estivo. Strepitoso. Voto: 8

    Vito Pertosa: Vito Pertosa, prova penosa. Voto 3

    Dino Semeraro: nella pancia della classifica, il suo risultato poco significa. Voto 5–

    Antonio Nistri: 10 secondi limati tra prima e seconda manche: peccato per lui che non ci fosse anche la terza. Progressista. Voto 6

    Massimo Trisciuzzi: secondo su tre, la figura è quella che è. Il voto vien da sé… Voto 6

    Quirico Guarini: piccola macchina, grande pilota. Riesce a tener dietro anche motori ben più potenti. Pasqualone junior regna sovrano. Inarrivabile. Voto 9

    Paolo Pugliese: Quinto su sei al traguardo è un risultato non bugiardo. 40 secondi in meno tra prima e seconda manche, ma era ormai troppo tardi. Voto 4,5

     Giuseppe Convertini: ultimo di categoria, ultimo di classe e mai sotto i 4 minuti. Che te lo dico a fa’… Voto 2

    Luigi Donnaloia: passeggiata domenicale. Tempo rubato alla tintarella. Voto 4

    Giuseppe Ostuni: basti un dato: con un 1400 tiene dietro tutti i 2000. Stupefacente. Voto 9

    Cataldo Baccaro: la sua Golf nera è ormai tradizione; con la vittoria arriva il tempone. Alta fedeltà. Voto 7,5

    Paolo Bassi: a 30 secondi da Baccaro, il suo risultato è un po’ amaro. Evergreen. Voto 6

    Vito Convertino: pilota-preparatore al debutto sui tornanti di casa, raccoglie un onorevolissimo secondo posto di categoria con tempi interessanti. Sorpresa. Voto 6,5

    Daniele Palermo: miglioramento rispetto all’anno scorso, ma 5º su 8 non è da campione. Microprogressione. Voto 5–

    Roberto Rosato: con il Golf 300, mamma come fila! Fulmine. Voto 9+

    Francesco Pistoia: ultimo dei fasanesi in classe (turistica) N 1600. Voto 4,5

    Giovanni Lisi: con problemi al motore, podio d’onore. Sacrificato. Voto 6,5

    Riccardo Martelli: nel “triello” Lomascolo-Martelli-Pistoia, lui è secondo. Senza infamia e senza lode. Voto 5

    Beniamino Lomascolo: meglio del 2007, ma ancora troppo poco per puntare al podio di categoria. Ritenta, sarai più fortunato! Voto 5,5

    Maurizio Cuoco: con la mano infortunata, giù dal podio per una manciata. Che sfiga! Voto 6

    Leo Laguardia: col kart campione, con la Mini tempone, con la Civic bidone. Luna calante. Voto 4

    Oronzo Montanaro: motore ormai datato per un bronzo meritato. Vittoria mancata. Voto 7–

    Pasquale Baccaro: Bmw da “durata”, non adatta alla cronoscalata. Cambia cavallo. Voto 6 (di stima)

    Rino Tinella: sabato sfortunato, domenica da protagonista mancato. Spettatore. Voto n.c.

    Gianvito Laguardia: alla guida di un’auto da sogno, la sua gara è un incubo. Fantasma. Voto 4–

    Angelo Loconte: da vip a pilota, la prestazione non prende quota. Delusione. Voto 5

    Giusy Cosolo: mano fuori uso a una settimana dal via. Spettacolo mancato. Voto: 2 (come le dita ancora sane)

    Anita Brescia: in gara prova a forzare, ma quel muro l’ha fatta fermare. Debutto col botto. Voto 4

    Antonello Ciaccia: tra le Mini è il re, ma in classifica non c’è (le Mini, infatti, sono arrivate fuori tempo massimo). Voto 6,5

    Laura Baccaro: unica donna al traguardo, alza il piede e nessun azzardo. Fantastico controsterzo alla svolta in viale Toledo per evitare il muretto. Mamma rombante. Voto 6

    Domenico Palazzo: al sabato si è girato, di domenica ha rallentato, tremendo il risultato. Ah, quei bei tempi andati. Voto 4,5

    Raffaello Balzo: vip = veramente improbabile pilota. Voto 2

    Flavio Montrucchio: prestazione ottima, ma contro il buon Renato non poteva fare niente. Bello e possibile. Voto 6 (8 per la simpatica serietà)

    Fabrizio Corona: tra ospitate in discoteca e ricoveri in ospedale, la sua presenza ce la potevano pure risparmiare. Se lui non perdona, perché dovremmo farlo noi? Paparazzo cacacazzo. Voto 1 (da dividere con chi l’ha invitato)

    Renato Olive: parafrasando l’arcinota canzone: «Renato Renato Renato, per la pupazza quanto hai tirato; oh-oh Renato Renato Renato, Ivan Pezzolla non ti scorda più». Dal campo di calcio alla pista, alto rendimento. Altro che vip, pilota vero. Voto 8,5

    Michele Laterza: Dopo un anno di riflessione non migliora la prestazione. Enigma. Voto 4

    Oscar Sarcinella: meglio di lui ha fatto il vip Montrucchio, e scusate se è poco. Comunque accettabile. Voto 5,5

    Ivan Pezzolla: stirpe rombante, delusione cocente: Renato lo ha “segnato”. Spezzollato. Voto 6–

    Checco Bongiorno: autoricàmbiati! Voto n.c.

    Francesco Laguardia: ci mancava il telo ed era un bagnante perfetto. Voto 4,5

    Lorenzo Renna: cosa ci fa un Renna su una Lupo? Fuori tempo massimo. Voto 3

    Paolo Ippolito: ultimo posto alla prima volta. Sarà anche l’ultima? Voto 3,5

    Giovanni Gallo: guida arrembante, pericolo costante. Ieri l’ultima curva, oggi la Madonnina: a quando il traguardo? Gallo spennato. Voto 4

    Vincenzo Bongiorno: il tempo non è male, ma contro il suo amico Teo non c’è nulla da fare. Imbronciato. Voto 6,5

    Teo Furleo: che spettacolo! “Teo-dardo”. Voto 8

    Francesco Bassi: con auto d’antiquariato, esito scontato. Chicchi bocciato. Voto 5

    Pinuccio Pace: primo tra le Porsche, ma la Viper di Gramenzi è di un altro pianeta. Vittoria “pacifica”. Voto 6

    Luca Mezzasalma: vince il duello di famiglia in un week end all’insegna dell’anonimato. Ma almeno quest’anno è arrivato. Voto 5 

    Ciccio Savoia: errore al Canale e auto da scansare. Peccato: il tiraggio con Angelini si faceva gustare. All’anno prossimo! Voto 6,5

    Gianni Angelini: la rincorsa al trofeo Marangoni non consigliava l’azzardo, ma con l’aria di casa si è rivelato un fulmine. Complimenti. Voto 8

    Giovanni Mezzasalma: tamponato alla prima, sulla falsariga del figlio Luca nella seconda. Ma il senior aveva un mezzo molto più potente. Avanti i giovani. Voto 4,5

    Lello Di Bari: alla radio ha detto: “Ora preferisco guidare la città”. Ma si è difeso bene anche come pilota. Voto 6

    Ettore Bassi: dopo chicanes, pareti e muretti, ecco l’autombulanza fatale: che cos’altro vuoi azzoppare? Voto 4

    Giovanni Sacco: prima manche davanti a tutti i fasanesi, poi il botto. Storia di un muretto infame. Voto 5 (media tra prima e seconda manche)

    Leonardo Baccaro: micromachine = microtempo. Anonimo. Voto 6

    Franco Leogrande: sabato tempone, domenica sciupone: al Canale il botto della grande delusione. Voto 5

    Oronzo Pezzolla: due manches in fotocopia, dodicesimo assoluto. Un inno alla concretezza. Voto 7

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