Fasano – Con l’iniziativa «Amáure mì säpe canté… Florilegi di letteratura, tradizioni, dialetto, poesia, musica, canti», 7ª ed., la locale Università del Tempo Libero San Francesco d’Assisi, giovedì 12 febbraio, alle ore 18,00, nella propria Sala Convegni (Portici), celebrerà l’Amore universale e il Giovedì Grasso. «Siamo convinti – afferma Palmina Cannone – che, se l’amore fosse più rigoglioso, nel mondo ci sarebbe la Pace agognata da tanti, ma ancora lontana. Tutti parlano di questo sentimento che accomuna gli esseri viventi, ma siamo educati ad amare? Sappiamo veramente amare gli altri, il diverso, la Terra, la natura, i bambini, gli anziani? Forse ci sono in giro troppi amori malati, ipocriti, puerili, egoistici, utilitaristici. L’amore è un dare che non pone condizioni, e non decide nulla. Nel dare amore ci si evolve. L’amore universale è infinito. Questo il messaggio della nostra Università». Del resto tale è il significato autentico della festa di San Valentino, celebrata in tutto il pianeta il 14 febbraio (che l’UTL sta anticipando), e voluta da Papa Gelasio, nel 496 d. C., stanco di assistere alla licenziosità dei Lupercalia, festa pagana legata a una divinità romana, indetta per tenere lontano dai campi coltivati i lupi. La scelta cadde su San Valentino, che dedicò la sua vita alla conversione dei pagani al Cristianesimo. Aureliano ne ordinò la flagellazione e l’uccisione il 14 febbraio 273 d. C.. La leggenda narra essere stato lui a celebrare il matrimonio tra un legionario pagano e una giovane cristiana. La presidente Cannone traccerà un breve excursus sull’evoluzione dell’amore nella letteratura italiana e popolare con la collaborazione delle socie Natalizia Pinto, Isa Mancini, Anna Neglia, Isabella Ruggiero (voci recitanti) e del Coro dell’UTL, diretto da Rosa Trisciuzzi di Musicando.
Nella seconda parte della manifestazione, sarà «raccontato» il Giovedì Grasso, così denominato perché un tempo, secondo la tradizione autoctona e non solo, tutti, senza distinzioni di ceto, potevano mangiare pietanze sostanziose a base di maiale e altri cibi prelibati. Insomma, una prima abbuffata, a cui seguiva quella del Martedì Grasso, prima del digiuno quaresimale. Queste usanze risalgono all’antica Grecia e a Roma. Il Carnevale, infatti, trae origine dai Saturnali e dalle feste dionisiache. Erano ricorrenze in cui si ballava, si cantava, ci si mascherava: ognuno poteva essere, almeno per un giorno, un altro.
Alla serata interverranno: l’Aps “u’ntrattine” con i costumi del “Carnevale d’epoca” e “I Canti del Faso”.
La cittadinanza è invitata.


