Fasano – Sono ormai trentatre anni da quella limpida e azzurra mattina di marzo in cui un ragazzo di appena 17 anni è stato barbaramente trucidato.
Ma nonostante tutto questo tempo passato, Valerio non ha avuto giustizia.
Trenttatre’ anni.
Più di un ergastolo che non hanno scontato gli assassini ma la sua famiglia.
Grazie ai conniventi, agli omertosi, ai testimoni che hanno ritrattattato in dibattimento, a coloro che pur sapendo hanno taciuto.
Trentatre’ anni. Una vita.
Questo orrendo delitto pesa sui colpevoli, su coloro che in qualche modo li hanno protetti, hanno reso falsa testimonianza, hanno vissuto e continuano a vivere sapendo e tacendo. Con un macigno di disonore che si trascinano appresso senza onta.
Soprattutto guardando i loro figli negli occhi. Ragazzi o giovani che hanno l’età di quel ragazzo dagli occhi azzurri spenti per sempre.
Trentatre” anni.
E questo delitto impunito pesa anche sulle coscienze dei cittadini onesti, e dei giovani che non erano nati allora, magari studenti che passando per quella via intitolata a Valerio Gentile si chiedono cosa sia successo a quel ragazzo come loro, e perché.
E perché un intero paese si porti addosso da trent’anni questa brutta storia.
«Un ergastolo scontato dalla famiglia, non dai colpevoli»: il grido di dolore della madre di Valerio Gentile
Nel giorno del 33° anniversario della tragica scomparsa di Valerio Gentile, pubblichiamo la lettera scritta dalla madre, Antonietta Latorre
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