TORRE CANNE– In merito ai recenti annunci dell’Amministrazione Comunale di Fasano riguardanti il progetto di rigenerazione da 1,7 milioni di euro per Torre Canne, un nutrito collettivo di cittadini, residenti, proprietari ed operatori economici esprime forte preoccupazione per la totale assenza di risposte alle emergenze quotidiane del borgo.
“Apprendiamo con favore i progetti a lungo termine per l’area mercatale e la zona umida” – dichiarano i portavoce del collettivo – “ma Torre Canne non può vivere di soli rendering. Mentre il Sindaco parla di ‘visione d’insieme’ e ‘mobilità sostenibile’, la realtà che calpestiamo ogni giorno è fatta di strade ridotte a groviera, fontane pubbliche arrugginite, e un Fiume Grande in stato di abbandono che mette a rischio l’incolumità dei bagnanti sulla spiaggia”.
Il collettivo contesta il fatto che il piano annunciato sembri ignorare le criticità strutturali e di sicurezza che rendono oggi il borgo un luogo pericoloso. Il Borgo rappresenterebbe un asset strategico per l’economia turistica del territorio di Fasano, vantando un flusso di presenze locali, nazionali ed internazionali e parimenti un gettito fiscale (inclusa la Tassa di Soggiorno) che imporrebbe standard manutentivi d’ eccellenza.
Contrariamente a quanto sopra,
1 – L’intero comprensorio versa in uno stato di abbandono manutentivo sistemico: il manto stradale di Via del Faro è quasi totalmente compromesso da crateri, cedimenti strutturali e dissesti che rendono la circolazione di veicoli e pedoni un’attività ad alto rischio;
2 – Lo stato dei luoghi, le strade e, i marciapiedi dell’intero territorio di Torre Canne versano in uno stato di avanzato degrado, caratterizzato da profonde buche, asfalto sconnesso e cordoli divelti in una evidente ed intrinseca pericolosità per la profondità e l’estensione dei dissesti;
3 – La segnaletica orizzontale è pressoché inesistente, l’illuminazione pubblica è carente e i percorsi pedonali sono impraticabili per soggetti fragili (disabili, anziani, infanzia), configurando una palese violazione delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche;
4 – Il litorale costiero sabbioso è puntellato da tombini e tubi di fognatura in evidente stato di degrado: una grave criticità per la sicurezza, la sostenibilità ambientale e turistica oltre ad essere un ostacolo cementizio all’ accumulo di sedimenti naturali;
5 – L’immagine della località ed il diritto di cittadini autoctoni e turisti eteroctoni alla fruizione di spazi pubblici si può rilevare dallo stato di degrado, di incuria ed abbandono degli arredi pubblici: la presenza lungo le vie principali del borgo di fontane pubbliche che risultano essere chiuse, arrugginite e degradate trasformandosi da servizi di pubblica utilità (per un bene primario qual è l’acqua) in pericolosi ricettacoli di sporcizia e simboli di incuria;
6 – Lo stato di abbandono è altresì rilevabile dallo stato manutentivo del Fiume Grande i cui muri di cinta presentano pericolosi dissesti strutturali: lo scorrimento incontrollato delle acque provoca la formazione di profonde buche e voragini nel passaggio sabbioso costituendo una trappola invisibile ed un gravissimo pericolo per i bagnanti ed i passanti.
Si esige prioritariamente il rifacimento integrale (con scarificazione e nuovo asfalto – no alle toppe) di via Del Faro, via Messina, via Eroi del Mare, via Portofino,via Ancona e via Otranto. Senza strade sicure, ogni progetto di rilancio turistico è pura propaganda.
I cittadini pretendono di sapere come vengono impiegati i fondi vincolati, dato il palese stato di incuria di tutte le strade del borgo, degli arredi urbani e della segnaletica.
Per queste ragioni, la mobilitazione del collettivo non si ferma: è ufficialmente partita la raccolta firme per un esposto-diffida formale al Comune di Fasano. In assenza di un piano d’urgenza immediato per la messa in sicurezza del borgo, i cittadini sono pronti a rivolgersi alla Procura della Repubblica e alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
“Invitiamo il Sindaco a lasciare per un attimo le planimetrie degli uffici e a venire a camminare tra i crateri di tutto il borgo, passando per i tombini dissestati del litorale. Torre Canne esige fatti strutturali, non l’ennesimo annuncio di una marina che ‘cambia volto’ solo sulla carta”.
Il Collettivo di cittadini e operatori di Torre Canne
Cirasino Rosanna (referente e portavoce del Collettivo)


