PEZZE DI GRECO – Una situazione incresciosa, che rischia di trasformare l’inizio del prossimo anno scolastico in un percorso a ostacoli per decine di famiglie. È quella che stanno vivendo i genitori dei futuri alunni delle classi prime della scuola primaria “Giovanni Paolo II” (facente parte dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei”) di Pezze di Greco. Al centro della mobilitazione c’è il mancato stanziamento, da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Brindisi, dei docenti necessari a coprire le legittime richieste delle famiglie, mettendo seriamente a rischio un servizio fondamentale come il tempo pieno.
Ad oggi, la scuola conta un totale di 44 alunni iscritti alla prima elementare. La ripartizione delle scelte operate dai genitori al momento dell’iscrizione online è netta: ben 30 famiglie hanno optato per il modello a tempo pieno (40 ore settimanali), mentre 14 hanno scelto il tempo normale.
L’organizzazione ideale e logica predisposta dalla scuola prevedeva la formazione di tre classi distinte, capaci di garantire una didattica serena e spazi adeguati: due classi a tempo pieno da 15 alunni ciascuna e una classe a tempo normale composta da 14 alunni. Una soluzione ottimale, supportata anche dal fatto che il plesso scolastico dispone già di tutte le strutture idonee e logistiche necessarie a gestire il servizio.
Il piano si è scontrato con il muro burocratico del Provveditorato. L’Ufficio Scolastico non ha infatti autorizzato la composizione a tre classi, prevedendone soltanto due da 22 alunni. La motivazione non risiede nel numero complessivo degli iscritti, bensì in un taglio a monte delle risorse: alla scuola sono stati assegnati soltanto 25 docenti, a fronte dei 28 (o quantomeno 26-27) che sarebbero strettamente necessari al Dirigente Scolastico per attivare il piano a tre classi.
Senza l’assegnazione di ulteriore organico, lo scenario si fa preoccupante. Qualora i tentativi interni della scuola di incastrare gli orari con i soli 25 docenti fallissero, si arriverebbe inevitabilmente a un bivio paradossale: la creazione di una singola, enorme classe a tempo pieno da ben 30 alunni. Una “classe pollaio” ritenuta da tutti eccessiva e penalizzante per l’apprendimento e la sicurezza dei bambini.
A quanto ci è dato sapere, per evitare l’affollamento, è stato chiesto in via informale se vi siano famiglie disposte a rinunciare volontariamente al tempo pieno. Se qualcuno facesse un passo indietro, il numero della classe a tempo pieno scenderebbe a circa 24 alunni, una cifra decisamente più gestibile.
«Dalla dirigenza – ci dicono alcuni genitori – è arrivata però una rassicurazione fondamentale: non verrà effettuato alcun sorteggio d’ufficio. Se nessuna famiglia accetterà di rinunciare al servizio richiesto, il Dirigente Scolastico si è detto pronto a costituire la maxi-classe da 30 alunni pur di rispettare la scelta originaria dei genitori ed evitare l’esclusione di qualcuno».
Le famiglie non ci stanno a subire passivamente quello che definiscono uno “smantellamento arbitrario” di un modello didattico che negli ultimi due anni era stato regolarmente garantito a parità di domande. I genitori si sono così uniti per far sentire la propria voce, inviando una lettera di formale rimostranza sia al Provveditorato di Brindisi che all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.
«La scelta del Tempo Pieno – si legge nel documento redatto dai genitori – non rappresenta un mero orientamento facoltativo o assistenziale, bensì un’esigenza sociale imprescindibile di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro». Nella quasi totalità dei nuclei familiari coinvolti, infatti, entrambi i genitori lavorano a tempo pieno e non dispongono di reti di supporto alternative. Tagliare le classi significa, di fatto, ledere il diritto allo studio dei bambini e, contemporaneamente, il diritto al lavoro dei padri e delle madri.
Anche la Scuola e l’Amministrazione Comunale non sono rimasti a guardare.
Per evitare questo scenario inaccettabile infatti, le istituzioni locali si sono mosse con determinazione. Il Dirigente Scolastico dell’I.C. “G. Galilei”, il Prof. Pierluca Renna, ha preso ufficialmente in mano la situazione inviando una dettagliata richiesta di rettifica e adeguamento all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ambito Territoriale di Brindisi. Nella sua missiva, il dirigente ha chiesto formalmente l’implementazione dell’organico della scuola primaria, richiedendo il passaggio da 25 a 27 unità di personale docente per consentire l’attivazione della seconda classe a tempo pieno ed evitare pesanti contenziosi amministrativi.
A dare manforte alla scuola è intervenuta direttamente l’amministrazione comunale. Il Sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria e l’assessora alla Pubblica Istruzione Cecilia Saladino, hanno fatto mettere nero su bianco che il Comune si è già mosso tempestivamente e in piena coerenza con le richieste dell’istituto. Il Sindaco ha infatti confermato che l’ente comunale ha già formalmente autorizzato il servizio di mensa scolastica proprio sulla base della previsione organizzativa di due classi prime a tempo pieno. Una decisione, quella del Comune, che ha comportato la conseguente programmazione di investimenti economici e assetti organizzativi mirati, che ora rischiano di essere vanificati dalle decisioni del Provveditorato
La battaglia è aperta: le famiglie chiedono a gran voce un adeguamento immediato dell’organico di fatto per difendere la scuola pubblica del territorio e la dignità dei propri figli.


