Fasano – In un anno segnato da tensioni geopolitiche e incertezza economica globale, l’Italia porta nel mondo una delle storie più sorprendenti di innovazione deeptech. Tra i protagonisti c’è Leonardo Renna, 27 anni, originario di Fasano, oggi CFO e co‑founder di AraBat, la startup pugliese che sta attirando l’attenzione internazionale grazie a una tecnologia brevettata capace di riciclare batterie al litio ed elettronica utilizzando biomasse naturali, come le bucce d’arancia.
AraBat, nata nel 2022 in Puglia, è diventata in pochi anni un caso di studio internazionale: una realtà che, partendo da uno dei territori più marginalizzati del Paese, è riuscita a competere con colossi europei del settore come Cylib, Tozero e Mecaware. Al centro di questa crescita c’è anche la visione manageriale di Renna, fasano‑brindisino con formazione internazionale, che guida la strategia finanziaria e lo sviluppo globale dell’azienda.

La tecnologia AraBat, validata scientificamente e protetta da due famiglie brevettuali, utilizza acidi organici derivati da biomasse per recuperare metalli critici come litio, nichel e cobalto da batterie ed elettronica. Una soluzione “waste‑to‑waste‑to‑value” che trasforma uno scarto in risorsa per recuperare valore da un altro scarto.
Questa intuizione ha portato AraBat a vincere alcuni dei più prestigiosi premi italiani e internazionali: – Premio Nazionale dell’Innovazione 2022 – Cleantech & Energy – ENI Joule for Entrepreneurship 2022, consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Premio Adriano Olivetti 2025 – MICS Made in Italy 2026
Il 2026 segna il passaggio di AraBat da promessa tecnologica a realtà industriale emergente. Tra le tappe più rilevanti:
• Accordo con la multinazionale giapponese Taiyo Yuden AraBat ha firmato un PoC Development Agreement con Taiyo Yuden, leader globale nei condensatori ceramici multistrato. L’accordo apre la strada all’applicazione della tecnologia bio‑based anche oltre il settore batterie, nel recupero sostenibile di metalli critici e terre rare da matrici tecnologiche avanzate.
• Vittoria della misura regionale TecnoNidi Grazie al supporto dell’incubatore The Qube, AraBat ha ottenuto il finanziamento massimo previsto, che consentirà la realizzazione del primo impianto pilota proprietario presso Tecnopolis (Valenzano). Sarà uno dei primi impianti bio‑based in Occidente dedicati al riciclo avanzato di batterie e materiali tecnologici.
• Ingresso in Techstars Tokyo 2026 AraBat è stata selezionata tra oltre 100 Paesi con un acceptance rate dell’1%, diventando una Techstars‑backed company e ottenendo un investimento pre‑seed di 120.000 dollari. Con questa operazione, la startup supera i 600.000 dollari raccolti tra investimenti, grant e premi.
Renna, laureato in Economia e Strategia per i Mercati Internazionali e con un expertise in Green & Sustainable Finance, è oggi uno dei giovani manager pugliesi più attivi nel panorama deeptech europeo. La sua leadership finanziaria ha contribuito a:
– strutturare la crescita internazionale dell’azienda tra Italia, Canada, USA e Giappone
– guidare la strategia di fundraising e partnership industriali
– consolidare la presenza di AraBat nei principali programmi globali di accelerazione tecnologica
La sua storia rappresenta un esempio concreto di come il talento fasanese possa competere nei settori più avanzati dell’innovazione mondiale.
AraBat dimostra che anche dai territori spesso raccontati solo per i loro ritardi può nascere una tecnologia capace di parlare al mondo. E il percorso di Leonardo Renna, è la prova vivente che il Mezzogiorno può essere protagonista della nuova rivoluzione industriale sostenibile.


