FASANO – Il Teatro Sociale di Fasano ha registrato il tutto esaurito per entrambe le serate (19 e 20 settembre) di scena di “Si dice Odìsseo”, la nuova produzione del Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”. Un successo di pubblico che conferma la vitalità e la qualità delle proposte culturali legate alla stagione teatrale del Sociale, curata in collaborazione con Katharà, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano e Puglia Culture.
Scritto e diretto da Domenico Gazzo (con l’aiuto regia di Tonia Argento, la voce di Fabrizio Giannuzzi, le musiche originali di Vito Carrone, le scenografie di Rossella De Mola, i costumi di Carmela Nucci e le luci/audio di Francesco Napoletano e Cristian Lagalante), lo spettacolo offre una profonda ed efficace rilettura del mito omerico. Attraverso una drammaturgia moderna e incisiva, la pièce esplora il viaggio di Telemaco alla ricerca di Filottete per salvare una Itaca oppressa dai Proci, portando alla luce i lati oscuri del leggendario re e decostruendo la retorica dell’eroe per rivelarne l’animo manipolatore e doppiogiochista.
Ciò che ha risuonato con particolare forza nel cuore degli spettatori è il potente parallelismo con la contemporaneità. Il racconto delle atrocità della guerra di Troia, degli inganni, degli abbandoni e dei lutti vissuti dai protagonisti dell’epoca dimostra amaramente come i conflitti di ieri — e i tanti morti lasciati sul campo — non abbiano insegnato nulla all’umanità. Oggi come allora, il mondo si ritrova tragicamente circondato da guerre inutili e sanguinose, dove la storia continua a essere scritta dai vincitori e dove a pagare il prezzo più alto restano gli innocenti.
L’ottima tenuta scenica e l’intensità interpretativa sono state garantite da un cast affiatato e convincente, composto da: Gabriele Cacucci, Michele Conversano, Fulvio Buongiorno, Oronzo Bagorda, Filomena Decantis, Domenico Gazzo, Felice Leo, Vissia Recchia e Ciccio Renna.
Con il doppio sold out incassato, la compagnia “Peppino Mancini” firma una prova d’autore di grande spessore, capace di coniugare la bellezza del classico con l’urgenza di un messaggio drammaticamente attuale.


