FASANO – Stamattina la Puglia si risveglia con le pompe di benzina a secco. Anche a Fasano, dopo l’assalto ai distributori dei giorni scorsi per il “rifornimento selvaggio”, il gasolio è completamente terminato e la benzina comincia a scarseggiare. I disagi, sempre più evidenti per il settore dell’autotrasporto, stanno ormai impattando pesantemente sui cittadini e sugli spostamenti di tutti i giorni.
Alla base del blocco nelle forniture e nelle attività Eni c’è la protesta dei lavoratori ex Ilva, giunta ormai al suo quinto giorno. Proprio in queste ore è in corso l’assemblea decisiva dei lavoratori che, insieme ai sindacati, dovranno stabilire se sospendere i presidi stradali o proseguire ad oltranza la mobilitazione.
Nel frattempo, l’incontro svoltosi ieri in Regione Puglia ha portato a un primo importante risultato: istituzioni, rappresentanti politici e sindacati hanno sottoscritto una piattaforma unitaria per chiedere interventi urgenti a tutela della salute, dei posti di lavoro e del futuro industriale dello stabilimento di Taranto.
Tra i punti salienti del documento condiviso:
- Garanzia della continuità produttiva, nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.
- Transizione ecologica, attraverso un piano di decarbonizzazione e l’uso progressivo dell’idrogeno verde non appena le tecnologie lo consentiranno.
- Maggior impegno dello Stato, invocato con forza per assicurare solide prospettive occupazionali.
È stata inoltre accolta la richiesta di convocare un tavolo interministeriale a Palazzo Chigi per il prossimo 27 ottobre, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete alla vertenza. Per le sigle sindacali si tratta di un primo traguardo frutto della determinazione dei lavoratori, anche se la strada per un accordo definitivo resta complessa. La decisione sul prosieguo dei blocchi è ora interamente nelle mani dell’assemblea in corso.
Mentre testate locali come Osservatoriooggi.it cercano di informare costantemente la cittadinanza sull’evoluzione della vertenza e sui pesanti disagi legati al blocco dei carburanti, sorge spontanea una riflessione: perché i grandi media mainstream nazionali continuano a ignorare quasi del tutto quanto sta accadendo nel Sud Italia da ormai diversi giorni? Un silenzio informativo che stride con la gravità di una crisi che sta paralizzando un’intera regione.


