Fasano – Ha preso il via nel segno della memoria e della riflessione profonda sui drammi del conflitto la diciassettesima edizione del Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano”. A inaugurare la sezione in concorso sul palco del Teatro Sociale è stata la Compagnia dell’Eclissi di Salerno, che ha coinvolto gli spettatori con “La regola dei terzi”, testo scritto da Marco De Simone e diretto da Marcello Andria, trasformando la scena in un’intensa meditazione sulla guerra e sulla fragilità umana.
I 65 minuti dell’atto unico proiettano il pubblico direttamente nelle pieghe della Seconda Guerra Mondiale, la notte del 9 luglio 1943, alla vigilia dello sbarco alleato in Sicilia. Il celebre fotografo di guerra Robert Capa, paracadutatosi oltre le linee nemiche e rimasto ferito su un albero, viene soccorso da un umile contadino locale. È in questa parentesi sospesa che la violenza cieca del conflitto armato recede per lasciare il posto all’umanità: due esistenze separate da abissi culturali, geografici ed ideologici si ritrovano nude di fronte alla tragedia collettiva della guerra, scoprendo una profonda e inaspettata fratellanza.
Sul palco, gli interpreti Enzo Tota e Marco De Simone hanno saputo restituire con toccante intensità il peso psicologico ed emotivo che il conflitto impone agli individui. Attraverso dialoghi incalzanti e momenti di palpabile tensione, la regia di Marcello Andria ha mostrato come, persino nell’oscurità e nel caos della guerra, la solidarietà e il bisogno di contatto umano possano prevalere sulla distruzione.
Il pubblico del Teatro Sociale ha partecipato con grande commozione al racconto, tributando alla compagnia salernitana un caloroso e prolungato applauso. Un avvio di festival di forte impatto civile ed emotivo, curato dal Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”.
La rassegna prosegue ora verso il suo secondo appuntamento in gara: sabato 24 ottobre faranno il loro ingresso sul palco i vicentini della compagnia “Artisti Anonimi” di Sossano, pronti a presentare l’opera “Così parlò Giosuè” firmata da Davide Schio.


