Fasano – Noi, studentesse e studenti dell’IISS “Leonardo Da Vinci” di Fasano, desideriamo esprimere la nostra posizione riguardo a quanto sta accadendo negli ultimi giorni sia in Italia che in diversi altri paesi europei, in particolare a proposito delle manifestazioni contro gli aumenti dei costi di carburante e beni essenziali, contro le spese militari e per sensibilizzare sullo stato della scuola e della sanità.
Nello specifico, intendiamo esprimere il nostro essere concordi con i motivi delle proteste e con la legittimità delle stesse, perché per primi viviamo sulla nostra pelle i disagi del mondo della Scuola, economicamente penalizzata da governi, di ogni colore, che negli ultimi decenni hanno dedicato sempre meno risorse ad essa, favorendo altre spese, come quelle militari, in contrasto con lo spirito della nostra stessa Costituzione (art. 11).
Nella stessa maniera percepiamo i problemi della Sanità e osserviamo come le nostre famiglie affrontino gli aumenti spropositati del prezzo di benzina, diesel, cibo e tanto altro, e come buona parte di istituzioni e stampa non sembrino prestare adeguata attenzione a queste tematiche, preferendo distrarre e distrarci con gossip e altro che dovrebbe essere meno importante, oppure omettendo completamente i malumori riguardo a esse.
Ad esempio, evidenziamo l’anomalia della scarsa attenzione mediatica a proposito delle proteste pacifiche degli autotrasportatori che hanno interessato il sud Italia negli ultimi giorni, causando profondi disagi al Meridione, relegate in coda ad altre notizie o proprio omesse, con tanti TG e siti di informazione che hanno affrontato la questione solo dopo i fatti di Milano, Torino e Bologna, e quasi esclusivamente in chiave negativa.
Tutto questo, però, non ci porta minimamente a giustificare la violenza che, in queste grandi città, ha affiancato le manifestazioni pacifiche, portando al ferimento di numerosi uomini e donne appartenenti alle forze dell’ordine (a cui va la nostra piena solidarietà), al danneggiamento di beni pubblici e privati, al saccheggio di attività commerciali, e ad altri comportamenti deprecabili.
Carabinieri e poliziotti sono cittadini che si trovano, loro malgrado, spesso coinvolti in questi scenari, in cambio di stipendi certamente non adeguati a tali rischi, pertanto non è minimamente accettabile che rischino la loro vita. Alla stessa maniera, non è giusto che i proprietari di automobili e negozi distrutti durante questi atti vandalici, magari acquistati dopo importanti sacrifici economici e familiari, debbano ritrovarsi ad affrontare tutto ciò.
Tra l’altro, il lato violento di queste proteste tende a vedere come protagonisti personaggi dal dubbio background, che si infiltrano per fini personali nei cortei, strumentalizzandoli e trascinando nel caos tante persone (spesso minorenni), inconsapevoli delle ragioni delle manifestazioni, attraverso l’uso improprio di social e chat.
Gli atti di vandalismo, inoltre, finiscono per interessare, loro malgrado, anche malcapitati cittadini (ad esempio studenti fuori sede) che rischiano, senza volerlo, di essere coinvolti in incidenti.
La violenza non fa che delegittimare le cause delle proteste e rischia di allontanare totalmente l’attenzione necessaria dalle ragioni delle stesse, portando a mettere in secondo piano quel profondo ed evidente disagio che, come scritto prima, è figlio del sempre più insostenibile costo della vita e della scelta, fortemente discutibile, da parte delle organizzazioni governative nazionali e internazionali, di dedicare ingenti risorse in spese militari, a scapito di Scuola e Sanità.
Ribadiremo la nostra posizione, qui presentata, in una manifestazione, rigorosamente pacifica e che si svolgerà in piazza Ciaia a Fasano nella mattinata di sabato 7 novembre. Desideriamo che coinvolga tutte le studentesse e tutti gli studenti fasanesi e auspichiamo che abbia adeguata risonanza mediatica.
L’intera cittadinanza è invitata a partecipare, nella certezza che, ricalcando le parole del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”.


