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    Attualità

    L’inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui.

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'associazione "Quattrozampe nel cuore" sulla sulla morte del piccolo Black , cucciolone avvelenato per mano di gente senza scrupoli.
    RedazioneDa RedazioneOttobre 23, 2024Aggiornato il:Agosto 5, 20254 minuti di lettura
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    L'inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui. - Osservatorio Fasano
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    Fasano – Scriveva così Shakespeare, qualche tempo fa:
    E si riferiva a quelli uomini che calpestano indegnamente questa terra. 
    … Vi era, su un campo adiacente a un parco per bimbi, qui, in Fasano, in terra di G7, in terra di turismo, terra d'approdo dei grandi del mondo, tanto per dire, tanto per ricordare…, 
    Vi era un prato bellissimo, vi erano ancora fiorellini gialli, e profumo, di un'Estate che moriva e un Autunno che avanzava, e c'era… e c'era, si ha difficoltà a dirlo, perché adesso non c'è più, un nugolo di cagnolini dalle codine festose, accanto ad una mamma cagna dagli occhi dolci e profondi, come sanno essere gli occhi di madri che hanno compiuto il miracolo del darsi, per dare, per lasciar solchi di vita su questa terra. 
    C'erano… 
    Loro erano felici! 
    Non avevano nulla, anzi! 
    Eppure erano felici. 
    Beh, proprio nulla no! Avevano per compagna la luna, specie d'estate e ci parlavano con quell'immenso bianco, dal cerchio iridescente. 
    Li sentivi nelle notti di luna piena ululare, che si dicevano? Boh, e che ne sa l'uomo di quel canto dei randagi, che ricorda il canto dei Zitani, canto di festa e libertà. Che ne sa l'uomo? che col suo passo immondo ha insozzato la terra. 
    Avevano per compagni anche il vento, per correrci dentro, e la libertà. 
    Certo, le notti d'inverno, quelle notti di freddo e di pioggia, i loro cuori ci ghiacciavano ed anche i loro corpi, ma ci pensavano gli ulivi i loro tronchi le loro pance a dar riparo, a dar conforto. 
    E lì ci rimanevano ad aspettar… la primavera. 
    E a modo loro riuscivano ad essere felici. 
    Ma l'occhio di un umano dal cuore nero, da lontano guardava… 
    Quei cani, in quel campo di fiorellini ancora gialli, erano docili, erano mansueti. 
    E per loro, creature, forse mandate da Dio, che assomigliano agli angeli, che hanno tatuato nel loro cuore un solo comando: dar conforto, soccorso, e carezze ai randagi, ai dimenticati agli ultimi, ogni giorno, ogni santo giorno, mettevano per loro ciotole d'acqua e da mangiare. 
    E loro … erano felici. 
    Ma un brutto giorno, (qualche giorno fa per la esattezza, e questa è cronaca, maledetta cronaca fasanese), i diavoli, che dovevano essere nell'inferno a bruciare, qualche figlio di pxxxxxa d'uomo, che Dio lo maledica, ha pensato bene di metter esche, esche topicide, esche velenose, per ammazzare, per strozzare, per straziare queste anime innocenti che volevano correre nel vento. 
    Black, quello nero, che forse era il cagnolino più bello di tutti, l'abbiamo trovato col corpicino contorto, sì contorno, dai dolori, dallo strazio, col musetto serrato, coperta di schiuma gialla, in una smorfia di indicibile dolore. 
    Ma gli occhi, gli occhi, bisognava vederli, quegli occhi. 
    Bisognava vederli per vergognarci! 
    Guardava il cielo, per riscattar l'orrore, e al cielo una sola domanda, 
    l'ultima… 
    " perché?" 
    Accanto a quel corpicino la mamma cagna gridava al mondo il suo dolore. 
    Un pianto infinito, che non finiva mai, ignara povera anima. che a pochi passi dal quel corpicino straziato, altri cuccioli agonizzanti, con l'esca maledetta ancor nel " becco" si preparavano a lasciar questa terra. Questo brutto mondo. 
    Si tralascia di puntualizzare che accanto a quel campo di morte, vi è un parco di giochi per bimbi. 
    Quelle esche avrebbero potuto avvelenare i bambini, qualora le avessero prese in mano per gioco. 
    A te, diavolo che dovevi bruciare nell'inferno, una sola parola. 
    VERGOGNA. 

      

    Ps. 
    Grazie a quella parte della comunità buona e compassionevole insieme a QUATTRO ZAMPE NEL CUORE FASANO, che ancora una volta, hanno reso un servizio prezioso alla comunità fasanese. 
    Senza il loro intervento, la loro segnalazione, la presa in cura, di queste innocenti creature, forse le esche assassine avrebbero ancora regalato… morti.

    Galleria di immagini:

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