Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Osservatorio FasanoOsservatorio Fasano mercoledì 8, Luglio 2026
    Facebook Instagram YouTube RSS
    • Notizie
      • Ambiente
      • Attualità
      • Cronaca
      • Cultura & Spettacolo
      • Editoriale
      • Frazioni
      • Politica
    • Sport
      • Altri Sport
      • Basket
      • Calcio
      • Calcio a 5
      • Motori
      • Pallamano
      • Pallavolo
    • Rubriche
      • Arti e Mestieri
      • Cucina
      • Futility
      • Lavoro e Formazione
      • Scuola
      • Social
      • Tecnocrazy
      • Tradizioni
      • Utility
    • Vivi Fasano
      • Associazionismo
      • Commercio
      • Gastronomia
      • Imprese
      • La Guida
      • Servizi
      • Turismo
    • Mensile
      • In Edicola
    • Mediagallery
    • Archivio Storico
    Osservatorio FasanoOsservatorio Fasano
    Sei su:Home»Notizie»Legrottaglie: L’Italia è una e indivisibile, noi sempre più cittadini d’Europa pronti a raccogliere migliaia di firme a Fasano per abrogare l’autonomia differenziata
    Notizie

    Legrottaglie: L’Italia è una e indivisibile, noi sempre più cittadini d’Europa pronti a raccogliere migliaia di firme a Fasano per abrogare l’autonomia differenziata

    La consigliera comunale e membro dell’assemblea regionale del Partito Democratico della Puglia interviene in risposta al comunicato di Fratelli d'Italia sull'autonomia differenziata
    RedazioneDa RedazioneLuglio 23, 2024Aggiornato il:Agosto 5, 20255 minuti di lettura
    Facebook Twitter Pinterest Telegram LinkedIn Tumblr Email Reddit
    Legrottaglie: L’Italia è una e indivisibile, noi sempre più cittadini d’Europa pronti a raccogliere migliaia di firme a Fasano per abrogare l’autonomia differenziata - Osservatorio Fasano
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest WhatsApp Email

    Fasano – Questa la nota stampa della consigliera comunale e membro dell’assemblea regionale del Partito Democratico della Puglia Loredana Legrottaglie:

    «Leggo con interesse il dibattito sulle ragioni che spingono Fratelli D’Italia a difendere una proposta di legge scellerata andando a rispolverare vecchi falsi storici che mi preme chiarire ai lettori. Il Titolo V è quella parte della Costituzione italiana in cui vengono “disegnate” le autonomie locali: Comuni, Province e Regioni. L’attuale struttura di queste ultime deriva da una serie di riforme del Titolo V cominciate negli anni Settanta e terminate con la riforma del 2001 (approvata con una maggioranza di centrosinistra e poi confermata da un referendum). Lo scopo di tutte queste riforme, compresa quella del 2001, era dare allo Stato italiano una fisionomia più “federalista”, nella quale i centri di spesa e di decisione si sarebbero spostati dai livelli più alti, lo Stato centrale, a quelli più locali, “avvicinandosi” così ai cittadini. La riforma del Titolo V della Costituzione richiamata nella nota stampa fu frutto di un percorso parlamentare iniziato dal governo Prodi, proseguito durante il governo D’Alema e ultimato durante il secondo governo Amato. E qui sfatiamo il primo falso storico che attribuisce all’allora leader dei Democratici di Sinistra esclusive responsabilità sul tema. La fase storica che vide poi questi Governi attivarsi per l’approvazione della proposta di modifica costituzionale era estremamente delicata e ne giustifica in parte le scelte. Come non ricordare le proteste secessioniste della Lega di Umberto Bossi che spingeva per la secessione e l’impulso federalista sul Governo messo in atto dalle Regioni del Nord?. Questo però non significa che i partiti oggi all’opposizione, tra cui il Partito Democratico, non possano legittimamente essere contrari ad alcuni aspetti specifici con cui l’attuale Governo intende proseguire il percorso arrivando a cedere ben 23 materie di competenza dello Stato. L'Italia non è uno stato federale, diciamolo una volta per tutte. Diciamo anche che la scelta di intercettare le richieste pressanti delle Regioni del Nord nel 2001 non fu opportuna e gli anni ne hanno dimostrato i tanti, troppi elementi di debolezza. La riforma del Titolo V è piena di pecche emerse negli ultimi 20 anni, incongruenze normative che solo la Corte Costituzionale ha potuto arginare in una conflittualità permanente che si è innescata da allora fra Stato e Regioni. Oggi possiamo dire con certezza che quel processo non ha provocato i risultati sperati, ne tantomeno diminuito il divario tra Nord e Sud. Il disegno di legge approvato dal Governo Meloni lo scorso 19 giugno in Parlamento, frutto di un “baratto” politico che accontenta Salvini per ottenere in contraltare il sostegno sul Premierato fortemente voluto dalla Meloni, stabilisce i principi e le procedure che dovranno essere seguiti da Governo e Regioni in un eventuale percorso per concedere maggiore autonomia a queste ultime. Proprio questi principi e procedure sono opachi e fortemente criticabili non solo dai partiti di opposizione ma da tanti costituzionalisti. A tale quadro di notevole incertezza, si aggiunge il nodo della perequazione infrastrutturale che è oggi quasi priva di fondi. Se originariamente vi erano 4,6 miliardi di euro, con i disegni di legge nn.13, 44 e 145 del 2023, ad oggi la legge di Bilancio per il 2024 ha definanziato il fondo di perequazione riducendone l’importo a soli 900 milioni di euro. Anche per queste ragioni le cinque Regioni governate dal centro-sinistra, Puglia, Campania, Sardegna, Toscana ed Emilia Romagna stanno procedendo nel presentare ricorso alla Corte Costituzionale in quanto l’autonomia differenziata violerebbe l’art. 2 della Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia  nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. La nota di FI fa riferimento a modifiche fortemente volute a garantire i LEP (livelli essenziali di prestazione) ma non dice che sono previste clausole finanziarie che ne impediranno di fatto la realizzazione. Cito testualmente: “Dall'applicazione della presente legge e di ciascuna intesa non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il finanziamento dei Lep sulla base dei relativi costi e fabbisogni standard è attuato nel rispetto degli equilibri di bilancio.” Quindi senza soldi per i Lep come si potrà garantirli? (e qui sfatiamo la seconda falsità) Cedute le 23 materie cosa rimane allo Stato centrale? E se il residuo fiscale rimane nelle casse regionali il debito pubblico chi lo pagherà? Come vedete le incognite sono innumerevoli e sarebbe inopportuno dilungarmi in tecnicismi. Noi lo ribadiamo, l’Italia è una e indivisibile e questa legge fa prefigurare un disastro sociale di portata storica. Risulta ridicolo usare a pretesto una modifica del 2001 fatta in un quadro storico differente. Oggi serve più Italia per essere più Europa. Non servono tante “Regioni stato” ma più Stato. Per questo a Fasano raccoglieremo migliaia di firme che dovranno centuplicarsi per diventare milioni in tutta Italia. In un mondo che deve sovranazionalizzarsi per dare più forza all’Europa non ci si può differenziare Regione per Regione su temi tanto sensibili. Lo diremo con forza nei prossimi mesi e siamo già impegnati per abolire con la campagna referendaria questo annunciato disastro normativo».

    Condividi. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Reddit WhatsApp Telegram Email
    Articolo PrecedenteAl Porto di Savelletri inaugurato il murales di Teo Vázquez VIDEO
    Articolo Successivo “LibriAmo…tra gli ulivi”: Fabiana Agnello presenta “The Wolf: Cornuti a caccia di Sacristi”
    Redazione

      Articoli Correlati

      Scuola primaria di Pezze di Greco, scoppia il caso classi: tagliati i docenti, a rischio il tempo pieno per 30 famiglie

      Luglio 7, 2026

      Antonietta Mancini nuovo presidente del Rotary Club Fasano

      Luglio 7, 2026

      Urbanistica e contenzioso amministrativo: Laghezza presenta un’interrogazione sui costi sostenuti dal Comune

      Luglio 7, 2026
      Gli articoli più letti

      Scuola primaria di Pezze di Greco, scoppia il caso classi: tagliati i docenti, a rischio il tempo pieno per 30 famiglie

      Luglio 7, 2026

      Fasano Calcio, ricevuta una proposta per l’acquisizione del 100% delle quote

      Luglio 7, 2026

      Le giovani promesse della Piscina Impero ASD sfidano le onde a Bari: pioggia di medaglie in acque libere

      Luglio 7, 2026

      Antonietta Mancini nuovo presidente del Rotary Club Fasano

      Luglio 7, 2026
      Rimani in contatto
      • Facebook
      • Instagram
      • YouTube

      Osservatorio Oggi – Giornale online di Fasano.
      Aggiornamenti quotidiani su cronaca, sport, eventi, cultura, turismo e associazionismo nel territorio pugliese.

      Facebook Instagram YouTube RSS
      Sezioni
      • Notizie
      • Sport
      • Vivi Fasano
      • Rubriche
      • Mensile
      • Mediagallery
      Vivi la Città
      • Servizi
      • Turismo
      • Imprese
      • Commercio
      • Gastronomia
      • Associazionismo
      • La Guida
      Informazioni
      • Redazione
      • Contatti
      • Cookie Policy (UE)
      • Privacy Policy
      © 2026 OsservatorioOggi.

      Digita qui sopra e premi Invio per cercare.

      logo osservatorio oggi fasano
      Gestisci Consenso
      Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
      Funzionale Sempre attivo
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
      Preferenze
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
      Statistiche
      L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
      Marketing
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
      • Gestisci opzioni
      • Gestisci servizi
      • Gestisci {vendor_count} fornitori
      • Per saperne di più su questi scopi
      Visualizza le preferenze
      • {title}
      • {title}
      • {title}