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    Cultura & Spettacolo

    L’enigmatico show di Pannofino al Kennedy

    Per la rassegna di prosa è andato in scena “Chi è io?”, un dramma che espone i contrasti della psiche
    Sara AltamuraDa Sara AltamuraFebbraio 28, 2024Aggiornato il:Agosto 5, 20253 minuti di lettura
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    L’enigmatico show di Pannofino al Kennedy - Osservatorio Fasano
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    Fasano – Per i Greci l’anima risiede nel respiro; la psiche è il soffio vitale, ciò che riempie il corpo e dà la vita. Quando il protagonista di Chi è io?, il professor Leo Mayer, va in affanno, si accascia e sembra annegare, si intuisce presto il suo richiamo alla morte.

    L’opera andata in scena ieri 27 febbraio, sold out, nell’ambito della rassegna di prosa promossa dell’amministrazione comunale in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ha combinato il dramma e il grottesco in uno show televisivo, punto di partenza di una psicoanalisi del professor Leo Mayer.

    Chi è io? è un dramma, scritto e diretto da Angelo Longoni, che ha visto sul palco del Kennedy di Fasano un superbo Francesco Pannofino, accompagnato da Emanuela Rossi, Eleonora Ivone e Andrea Pannofino.

    Leo Mayer (Francesco Pannofino) è un affermato e famoso psichiatra, che viene invitato in uno show televisivo, ridicolo e invadente. La trasmissione, dall’emblematico titolo Chi è io?, è condotta da Super-Ego (Andrea Pannofino), Anima (Emanuela Rossi) e Psiche (Eleonora Ivone). Da subito si comprende quale sia l’oggetto della serata: le turbolenze dell’animo (o della psiche, che dir si voglia). In questo bizzarro programma televisivo il professor Leo Mayer è interrogato sulle sue contraddizioni, sul suo desiderio di solitudine, sulla sua scelta di ritirarsi dalla vita sociale. Mentre tenta di difendersi dalle accuse dei conduttori, perde il respiro, ansima, si sente soffocare, si accascia: sono i sintomi del suo desiderio di morte.

    In una scenografia curata e immersiva, l’esistenza dello psichiatra è ripercorsa attraverso la sua professione: su un lettino si alternano un futuro sacerdote, una donna con il marito in coma, e un’altra donna che, invece, non riesce a controllare la propria aggressività e le proprie pulsioni. Tre vite che Mayer cerca di sbrogliare, comprendere, guarire. Sul lettino si scontrano la psiche e la spiritualità, il sesso e la morale, la dipendenza e l’autonomia. Il mezzo di guarigione è la parola (e i farmaci), che lo psichiatra usa con cura.

    La fame d’aria del professore resta, però, un sintomo chiaro. L’opera si è aperta con il mare in tempesta sullo sfondo, un uomo che annega e un altro, Mayer, che si tuffa per salvarlo. Ma non tutti vogliono essere salvati. «Molti lottano con chi li soccorre, alla fine li trascinano e muoiono insieme»: così asserisce lo psichiatra con il futuro sacerdote. Il desiderio di morte è, però, un pensiero infimo, perché proprio quando si è sul punto di perdere il respiro la vita comincia a piacere.

    Con una chiosa toccante e incisiva, Chi è io? plana con delicatezza sui temi del suicidio, della solitudine, dei rimorsi di chi rimane in vita dopo l’atto più estremo, considerato dall’opera come un gesto non risolutivo.

    Il prossimo appuntamento con la rassegna di prosa è per il 7 marzo, con Il Malloppo con Gianfelice Imparato, Marina Massironi e Valerio Santoro, ore 20:30 sempre al Teatro Kennedy di Fasano.

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