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    Attualità

    Allarme dalla Cia Due Mari: ‘Al Parco delle Dune Costiere agricoltori dimenticati’

    Dure critiche della CIA Agricoltori Italia 'Se non fosse per gli agricoltori il Parco non ci sarebbe'. Il presidente De Padova si congratula con la nuova giunta
    RedazioneDa RedazioneLuglio 1, 2020Aggiornato il:Agosto 5, 20253 minuti di lettura
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    Allarme dalla Cia Due Mari: 'Al Parco delle Dune Costiere agricoltori dimenticati' - Osservatorio Fasano
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    BRINDISI – “Auguri alla nuova giunta, ma non possiamo non rilevare che, anche stavolta, gli agricoltori sono stati dimenticati”. E’ Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi) ad augurare buon lavoro alla giunta esecutiva del Parco naturale regionale delle Dune Costiere, avanzando al contempo una critica precisa.

    “Gli enti che costituiscono l’Assemblea Consortile del Parco naturale regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo sono riusciti, dopo quasi tre mesi, a nominare la giunta esecutiva del Parco”, ha spiegato De Padova.

    “Nella scelta dei neo componenti la giunta esecutiva, seppur caduta su validi giovani professionisti, gli stessi enti però hanno fatto prevalere logiche politiche e partitiche, dimostrando un’assenza di attenzione verso gli agricoltori locali, che da sempre rappresentano i veri custodi naturali dell’area protetta e i veri motori dell’economia del territorio”, ha aggiunto De Padova. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il direttore provinciale di CIA Due Mari, Vito Rubino.

    “Nelle nomine effettuate ieri, la Provincia di Brindisi e i Comuni di Ostuni e Fasano, enti componenti l’Assemblea Consortile del Parco, per l’ennesima volta non hanno tenuto conto del comparto agricolo locale, dimenticando che sono stati proprio gli agricoltori i primi “sostenitori” del Parco, andando a volte anche contro i loro stessi interessi, accettando vincoli di non poco conto e subendo anche danni alle produzioni. E’ l’ennesima occasione mancata per dare rappresentanza a chi opera e lavora, non solo alla politica”, ha ricordato Rubino. Secondo la declinazione provinciale di CIA Agricoltori italiani della Puglia, in sostanza l’Assemblea dimentica che gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente e del paesaggio agrario, delle aree che rientrano nel Parco, e che oggi sono il fiore all’occhiello dell’area protetta. Una dimenticanza di rilievo, poiché non si dà valore a un’evidenza: oltre il 90 per cento dei 1100 ettari sui quali si estende il Parco è area agricola, sulla quale insistono centinaia di aziende agricole, molte condotte da giovani, di masserie, agriturismi e masserie didattiche, e sulla quale si pratica oltre che una agricoltura tradizionale, con gli ulivi secolari e millenari, le distese di colture cerealicole e allevamenti, anche un’agricoltura intensiva ed una agricoltura multifunzionale.

    “Se nei secoli scorsi non ci fossero stati gli agricoltori, oggi non avremmo avuto il Parco, non troveremmo nell’area protetta ulivi secolari e monumentali, insediamenti rupestri, lame, aree umide, paesaggi agrari incontaminati e masserie”, ha rilevato il presidente provinciale della Cia Due Mari Piero De Padova. “ Si tratta di un patrimonio che gli agricoltori hanno messo da subito a disposizione del Parco per le tante iniziative che l’Ente ha realizzato egregiamente in questi ultimi anni”.

    La Cia Due Mari sottolinea come, in questa occasione, gli agricoltori del territorio, coloro che vivono giorno e notte nel Parco, lo custodiscono e lo tutelano, sono stati letteralmente dimenticati e bistrattati dalla Provincia di Brindisi e dai Comuni di Ostuni e Fasano, che hanno nominato negli organismi dirigenti del Parco persone sicuramente valide e dal comprovato curriculum politico e professionale, però non di certo espressione del mondo agricolo locale.

    “Nel far gli auguri ai nuovi componenti la giunta esecutiva, invitiamo gli enti locali costituenti il Parco”, ha concluso De Padova, “per una volta a mettere da parte logiche politiche e campanilistiche e a nominare in fretta anche il Presidente del Parco per completare gli organi dirigenti, e per mettere il Parco nelle condizioni di riprendere il lavoro interrotto da mesi e di continuare l’azione svolta dalla giunta uscente e soprattutto dal presidente Lavarra, il quale ha rappresentato un valore aggiunto per il Parco e il territorio”.

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