Iniziamo il terzo episodio della rubrica con Petronio. Autore dell’età neroniana, Petronio è stato un letterato sicuramente eccentrico e stravagante. Lo storico Tacito l’ha definito arbiter elegantiae, “arbitro del buon gusto”. Sempre Tacito ci racconta della sua morte: costretto al suicidio da Nerone nel 65 d.C. – così come era accaduto a Seneca – Petronio si è dimostrato anticonformista anche nel momento di espiare. Lo scrittore, infatti, pare che si sia fatto recidere e ricucire le vene più volte, lasciandosi morire dissanguato mentre discuteva di poesia con i suoi compagni. Insomma, ha dissimulato una morte forzata con una fortuita.
Satyricon è il titolo dell’opera che ci è pervenuta, attribuita a Petronio. Abbiamo solo alcuni capitoli, che ci raccontano l’intricato viaggio di Encolpio, Gitone ed Eumolpo. Sicuramente, una delle scene più memorabili è la interminabile cena di Trimalchione, un padrone di casa generoso quanto mai vanitoso. La sua ricchezza è leggenda, così come leggendarie sono le infinite portate, che vanno dalla carne al pesce alla frutta.


