Fasano – Che il violoncello sia uno strumento molto espressivo è ben noto, ma ieri sera 19 agosto Redi Hasa, musicista albanese, ne ha dimostrato tutta la potenza. Il duetto con Michel Godard – lui francese – ha lasciato il pubblico di “Bari in Jazz” senza fiato al Minareto.
I due virtuosi della musica hanno incantato gli ascoltatori totalmente rapiti dalle melodie a tratti dolci e rassicuranti e a tratti stridule e disperate di un violoncello spesso suonato a mo’ di chitarra, pizzicandone le corde. Questa è la contaminazione che piace a Redi Hasa: fin da ragazzo, ha preferito la fusione tra il rigore della formazione classica e l’immediatezza delle tradizioni popolari al suono limpido e tradizionale. Di certo uno dei violoncelli più creativi della musica adriatica, collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi ha realizzato sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione.
A fargli eco ci ha pensato Michel Godard, musicista e compositore francese, suonatore di tuba e di serpentone. È probabilmente l’unico solista di serpentone, oltre a essere uno fra i pochissimi di tuba: il primo è un particolare strumento – dai suoni caldi e variegati – che non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Tra improvvisazione, musica classica e jazz, Godard ha stregato tutti con la sua tuba a forma di serpente di legno.
Un jazz estremo accompagnato da una sfacciata sperimentazione musicale ha stupito e meravigliato gli spettatori nel penultimo appuntamento del Festival metropolitano.
L’ultimo concerto della rassegna è previsto per domani 20 agosto con “The Dinner Party” – trio formato da Vladimir Miller (piano), Pierpaolo Martino (contrabbasso) e Adrian Northover (sassofono) – alle ore 21:30 presso il Minareto (Villa Damaso Bianchi).


