FASANO – I finti miti dell'Antimafia, le contraddizioni, le lotte interne e quant'altro nell'ultimo libro di Francesco Forgione, politico di origine siciliana ed ex presidente della commissione antimafia, dal titolo "I tragediatori – La fine dell'Antimafia e il crollo dei suoi miti" presentato ieri sera (venerdì 17 marzo) nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano, organizzatore dell'iniziativa e rappresentato in sala dall'assessore alla cultura Annarita Angelini. Moderato dal giornalista Mario Valentino l'incontro ha vistola partecipazione, oltre che dell'autore, anche del senatore Nicola Latorre, del Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi Marco Dinapoli e del dirigente del commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli Walter Lomagno.
Dal dibattito è venuto fuori che il libro è utile per capire quanto sia importante riflettere sugli strumenti investigativi e penali per arginare e sradicare il fenomeno mafioso. Oggi parliamo di una mafia diversa rispetto a quella di anni fa. Ora usa meno bombe ma cerca di influenzare scelte instaurando rapporti di connivenza con il mondo politico e imprenditoriale. Forgione ha esordito sottolineando come questo libro sia sostanzialmente contro la mafia. Per l'ex presidente dell'Antimafia Il fatto che nel nostro tempo le forze politiche siano inclini a candidare il personaggio, divenuto un'icona dell’Antimafia, per ottenere il sostegno di qualche associazione, dimostra in modo evidente che manca nel meridione una classe dirigente colta e consapevole della gravità del fenomeno mafioso. La politica deve, secondo l'autore, cessare di delegare alla magistratura la lotta alla mafia, e ricostruire la credibilità dell’antimafia, oggi fortemente offuscata.


